<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><rss xmlns:atom='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' version='2.0'><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-3024095307822006945</atom:id><lastBuildDate>Mon, 14 Dec 2009 07:28:32 +0000</lastBuildDate><title>Tappetorientale</title><description>Appunti sparsi sui tappeti orientali</description><link>http://tappetorientale.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (Alberto De Reviziis.)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>406</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3024095307822006945.post-5128094339563758085</guid><pubDate>Sat, 12 Dec 2009 15:45:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-13T11:49:35.174+01:00</atom:updated><title>Buon Natale</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://ecx.images-amazon.com/images/I/41Du1LrjnEL._SL500_.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 350px; DISPLAY: block; HEIGHT: 217px; CURSOR: hand" border="0" alt="" src="http://ecx.images-amazon.com/images/I/41Du1LrjnEL._SL500_.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Da alcuni decenni, il tappeto orientale non ha resistito alle innumerevoli spinte di un mondo proiettato in avanti, per questo accanto ai motivi tradizionali vengono affiancati nelle produzioni varianti iconografiche per tradizione aliene. E' una fenomenologia che non dev'essere abiurata, soprattutto quando esprime un atto di testimonianza o di sperimentazione, ossia quel valore originario stesso che il tappeto assunse subito dopo la primigenia esigenza di isolarsi dal freddo. Ancestralmente infatti, dopo il puro utilizzo per ripararsi dalla nuda e fredda terra, il tappeto era non solo un oggetto iniziatico per la funzione di riti ancestrali e propiziatori (divenuti poi per evoluzione delle religioni e delle società atti di meditazione e di preghiera), ma anche supporto descrittivo attraverso icone, simboli o glifi di eventi ed esperienze passate dei clan che li tessevano. Questo imprimere nell'annodato eventi, fenomeni e cose che hanno di fatto segnato la memoria di chi annoda, prosegue per evoluzione dei tempi pertanto anche con simboli e rappresentazioni iconiche aliene, ma rappresentando pur sempre un proseguo filologioco nella cultura dell'annodato. E' il caso di questo esemplare a tematica natalizia e che potrebbe essere qualsiasi cosa in termini di tipologia, ma che pur tuttavia rappresenta una particolare variante iconografica dell'annodato moderno.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Buon Natale a tutti!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;P.S. per acquistare questo tappeto: &lt;a href="http://bathroomrugs0a.blogspot.com/2009/11/christmas-tree-rug-holiday-accent-floor.html"&gt;http://bathroomrugs0a.blogspot.com/2009/11/christmas-tree-rug-holiday-accent-floor.html&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3024095307822006945-5128094339563758085?l=tappetorientale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://tappetorientale.blogspot.com/2009/12/buon-natale.html</link><author>noreply@blogger.com (Alberto De Reviziis.)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3024095307822006945.post-6226400580676299969</guid><pubDate>Wed, 09 Dec 2009 21:39:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-11T23:11:07.320+01:00</atom:updated><title>I papi e i tappeti</title><description>&lt;p align="center"&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/nzg70xOrX2E&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/nzg70xOrX2E&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Le responsabilita' etiche dei media sono state richiamate ieri 8 dicembre dal Papa nel discorso pronunciato in piazza di Spagna in occasione del tradizionale omaggio alla statua dell'Immacolata. "Ogni giorno - ha denunciato Benedetto XVI - attraverso i giornali, la televisione, la radio, il male viene raccontato, ripetuto, amplificato, abituandoci alle cose piu' orribili, facendoci diventare insensibili e, in qualche maniera, intossicandoci, perche' il negativo non viene pienamente smaltito e giorno per giorno si accumula. Il cuore si indurisce e i pensieri si incupiscono". Parole severe e giuste, quelle pronunciate dal Pontefice, il quale sotto una pioggia incessante e davanti a una folla attenta ha espresso i suoi dubbi dal pulpito di un tappeto persiano. Non è possibile da immagini di così scarsa definizione riconoscerne la tipologia, ma è probabile che fosse un tappeto Kashan, o comunque una produzione cittadina a disegno giardino. E' importante che il tappeto ritorni a diventare (come direbbe un famoso autore) icona annogettuale della chiesa o comunque un oggetto di potere temporale e spirituale di fede, perchè significa restituire al tappeto (anche in occidente) quella valenza e quella dignità per la quale era stato concepito originariamente. Significa che anche la chiesa sta finalmente diventando più attenta a questo "paramento". Ora bisogna attendere l'ulteriore evoluzione, quella cioè di una scelta canonica e stilistica più consona, magari un Ushak, o comunque un tappeto a impianto geometrico. Del resto se si pensa già al banale Heriz steso ai piedi della bara di Papa Giovanni (ben di meglio si poteva stendere), viene da chiedersi se non sia giunto il momento che qualcuno proponga anche alla curia un corso di tappetologia.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3024095307822006945-6226400580676299969?l=tappetorientale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://tappetorientale.blogspot.com/2009/12/i-papi-e-i-tappeti.html</link><author>noreply@blogger.com (Alberto De Reviziis.)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>4</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3024095307822006945.post-1903369361378039498</guid><pubDate>Sat, 05 Dec 2009 08:41:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-08T17:08:48.375+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>blog</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>2009</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>censis</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>2010</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>facebook</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>tappeti</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>internet</category><title>Un dicembre di riflessione</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.corbisimages.com/images/AAGL001357.jpg?size=67&amp;amp;uid=3CC6292C-1F06-4667-BEDC-056DD2A9FA17"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 322px; FLOAT: left; HEIGHT: 210px; CURSOR: hand" border="0" alt="" src="http://www.corbisimages.com/images/AAGL001357.jpg?size=67&amp;amp;uid=3CC6292C-1F06-4667-BEDC-056DD2A9FA17" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;Secondo il Censis il sistema Italia e gli italiani hanno resistito meglio di altri paesi e di altri popoli alla crisi economica finanziaria, perchè si sono adattati, restando più o meno sempre gli stessi e facendo di necessità virtù. In questa radiografia un po' spietata che ci traduce come un popolo di "replicanti" in un paese in "apnea" nel (a loro dire) colpevole attendismo che la crisi finisca, ci viene pronosticato che la strategia del "resistere" funziona a breve termine, e che se non reinventiamo al più presto i nostri ruoli e ed il nostro sistema, finiremo coll'essere travolti.&lt;br /&gt;Fermo restando che fin quando l'italiano medio non imparerà a considerare il telefonino esclusivamente come un mezzo per telefonare, l'auto come un veicolo per spostarsi, il televisiore come un elettrodomestico per vedere i programmi e il vestito come un capo per coprirsi, sarà impossibile gestire ed evitare l'indebitamento delle famiglie, ormai sempre più condizionate dal sistema che promuove la "dissipazione" delle risorse economiche (vedasi nel dizionario italiano il termine: consumismo)... una crescita del consumo anche se minima è comunque già ricominciata per un principio che definirei di omeostasi della società.&lt;br /&gt;Stiamo vivendo senz'altro momenti difficili nei quali articoli come il tappeto risultano superflui (me ne rendo conto) ed è per questo che molte realtà commerciali (anche storiche) del settore, hanno chiuso o stanno chiudendo. Eppure questa crisi è soltanto una bufera, mentre la ricetta calata dall'alto di rimetterci e di rimettere in discussione tutto, alla ricerca di nuovi modelli, non è una soluzione temporanea, ma la pretesa (a quali scopi?) che tutto cambi per sempre (noi per primi), magari abbracciando nuovi modelli non sperimentati e per questo per qualcuno economicamente più proficui.&lt;br /&gt;Parafrasando, questa crisi è come un inverno eccezionalmente lungo, mentre la proposta del Censis è come quella di uno che dice di buttare via le ciabatte e il costume da mare perchè l'estate non tornerà più. La cosa migliore da fare pertanto non è fare "tabula rasa" nel nome del nuovismo, ma piuttosto imparare ad attrezzarsi e ad aspettare. Non si tratta di immobilismo, tutt'altro, ma piuttosto di elaborare strategie commerciali e di marketing di ampio respiro e di basso impatto economico da affiancare ai metodi tradizionali di vendita, in questo modo da poter creare una sinergia di forze in grado di apportare un'ammortizzazione dei costi con maggiori riscontri di vendita.&lt;br /&gt;Ci sono commercianti (nel settore dei tappeti e non solo) invece, che sulla linea emergenziale di questo assurdo tam tam, (in alcuni casi anche anticipandolo), convinti ovvero che il futuro sia internet, e per questo ripudiando il commercio tradizionale, hanno deciso drammaticamente di riconvertire le loro aziende in aziende virtuali, proponendo i loro articoli solo sul sul web. Quello di precludersi un canale di vendita è l'errore credo, più grosso che si possa fare. Ci sono persone infatti, (che a ragione) non compreranno mai su internet, tanto il tappeto quanto il vasetto di conserva. E non si tratta di una fascia di anziani in via di estinzione, ma di un serbatoio di clienti variegato, fatto di giovani e di persone di mezza età, che per giudicare un prodotto e il suo venditore, devono necessariamente stabilire un ragionevole ed opportuno contatto diretto.&lt;br /&gt;Oggi il tappeto è diventato (come tutte le cose) una moda, e di conseguenza viene realizzato in linea con la società di oggi, quella dell'usa e getta. Questa mentalità ha fatto si che l'annodato divenisse spesso un prodotto di scarsa qualità, di basso prezzo e di durata minima. I commercianti di tappeti sono stati purtroppo passivi di fronte a questa fenomenologia, anzi si sono adeguati, promuovendo esattamente questi tappeti, senza invece incaricarsi di educare ed acculturare il pubblico, e così diventando essi stessi complici dell'appiattimento culturale e soddisfazionale di questo mestiere. Convertire l'attività tradizionale in un'attività e-commerce al 100% è l'ennesimo appiattimento culturale oltre che l'insensato inseguimento di un modello culturale "nuovista" che ha solo prodotto miseria.&lt;br /&gt;Anche nel mio sito esiste una galleria virtuale per la vendita e-commerce direte voi; è vero, ma è un ventaglio di pezzi piccolissimo, giusto per soddisfare quelle persone che non sono di Torino e che però desiderano comprare un tappeto presso di me, ottenendo così la garanzia di un prodotto di qualità ad un prezzo estremamente competitivo. Tutto il resto è per quanto mi riguarda attività puramente culturale come insegna appunto questo blog.&lt;br /&gt;Tappetorientale in questi due anni di esistenza ha prodotto molto, due anni di informazioni e di cultura che nel loro piccolo hanno aiutato migliaia di persone, non solo nell'acquisto consapevole, ma anche nella stesura di tesi di laurea, e persino nelle risposte ad un quiz.&lt;br /&gt;Dicembre sarà per Tappetorientale un mese di scarsi aggiornamenti, siamo sotto Natale e commercialmente è un periodo che prosciuga energie e tempo, e poi c'è il prossimo viaggio in Anatolia con l'importazione di una nuova partita di tappeti che selezionerò personalmente, ci sono un paio di progetti nell'aria, e la riorganizzazione dei miei siti. Con molta probabilità dunque il prossimo aggiornamento del blog avverrà tra qualche giorno prima di Natale, solo ed esclusivamente per farvi gli auguri. A gennaio però, per quanto mi riguarda ci saranno un sacco di sorprese che non ho ancora intenzione di preannunciarvi. Restate sintonizzati! &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3024095307822006945-1903369361378039498?l=tappetorientale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://tappetorientale.blogspot.com/2009/12/un-dicembre-comunque-in-positivo.html</link><author>noreply@blogger.com (Alberto De Reviziis.)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3024095307822006945.post-8102117883043881928</guid><pubDate>Tue, 01 Dec 2009 21:15:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-02T09:55:22.716+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Gerry Scotti</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>quiz televisivi</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Chi vuol essere miionario</category><title>Tappeti nei quiz televisivi</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.televisionando.it/img/gerry-scotti_milionario.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 371px; FLOAT: left; HEIGHT: 292px; CURSOR: hand" border="0" alt="" src="http://www.televisionando.it/img/gerry-scotti_milionario.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Lo scorso venerdì 27 novembre questo blog è stato oggetto di 2297 visite in pochissime ore, quasi tutte focalizzate su un unico articolo, quello dedicato alla bandiera del Turkmenistan. Non nascondo di essermi stupito e anche un poco preoccupato; non riuscivo davvero infatti a capire cosa potesse essere successo per aver accentrato così tanta attenzione da parte di così tanti visitatori provenienti da tutte le regioni d'Italia, tanto che avevo pensato a una qualche forma di attacco internet attraverso bot per paralizzare il blog. Invece grazie ad un amico, ho saputo che la causa di questo grande fervore è stata una domanda fatta durante il quiz di "Chi vuol essere milionario" diretto da Gerry Scotti. Pare che il quesito fosse un qualcosa tipo: "Quale bandiera è decorata da simboli tipici dei tappeti?" con le opzioni di risposta: Armenia, Turkmenistan, Uzbekistan, e forse Afghanistan. Mi è stato detto che il concorrente non sapeva la risposta (pur essendo nel complesso decisamente preparato) e che così ha chiesto (con successo) aiuto a casa. Devo dedurre, -visto e considerato che digitando le parole Bandiera e Tappeti, l'unico risultato utile proviene proprio da questo blog- che il concorrente abbia potuto proseguire (e forse vincere?) il quiz grazie al mio articolo. Non seguo la tv, ma devo ammettere che in questo contesto la televisione ha potuto dare a questo blog e di conseguenza al tappeto orientale un'inaspettata visibilità e attenzione. Monitorando infatti i dati del contatore di Tappetorientale degli ultimi giorni, ho osservato un certo incremento di visitatori, avvenuto solo ed esclusivamente dopo il quiz, incremento pari ad una media di 40/45 visitatori in più al giorno. L'idea che mi sono fatto è che su un numero così alto di visitatori giunti esclusivamente per ottenere risposta alla domanda del quiz, qualcuno abbia poi trovato invece nel blog e nella tematica trattata un certo fascino, e per questo abbia proseguito successivamente a consultarlo. Credo che il fenomeno meriti, (da parte degli operatori del settore) una riflessione, perchè se è bastato così poco per muovere migliaia di persone e far loro conoscere il mondo del tappeto, è fuor di dubbio che un investimento televisivo a lungo termine per la promozione di questo settore potrebbe non poco ribaltare un'atmosfera di ignoranza e di disinteresse che negli ultimi anni ha prodotto per l'annodato una "piatta" drammatica. Forse sarebbe ora di investire tutti quanti nei Piero Angela e nei Massimo Valerio Manfredi, e perchè no? Anche nei Gerry Scotti.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3024095307822006945-8102117883043881928?l=tappetorientale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://tappetorientale.blogspot.com/2009/12/tappeti-nei-quiz-televisivi.html</link><author>noreply@blogger.com (Alberto De Reviziis.)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3024095307822006945.post-4623216314230786837</guid><pubDate>Mon, 30 Nov 2009 06:34:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-29T20:46:36.732+01:00</atom:updated><title>"The Poot" il trailer</title><description>&lt;div align="justify"&gt;Dal 22 novembre è stato caricato su youtube il trailer del documentario sui tappeti persiani "The Poot" di Elham Asadi uscito quest'anno.&lt;br /&gt;Non è certamente il primo film tematico proveniente da una realtà (quella persiana) che in effetti è un po in affanno e che attraverso questo genere di promozioni insegue un difficile rilancio nel contesto temporale in cui viviamo. Minacciati infatti dalla produzione imitativa di Cina, India e Pakistan i tappeti persiani sono al tempo stesso costretti a confrontarsi con un momento di crisi economica mondiale eccezionale. Il programma di sviluppo nucleare iraniano e il pugno di ferro contro l'opposizione interna sono poi carte che non giocano a favore del paese ne tantomeno all'esportazione dei propri prodotti tra i quali i tappeti che vengono identificati con il regime.&lt;br /&gt;Il film documentario iraniano the Poot rivela come in alcuni luoghi della Persia, i tappeti siano ancora una vera realtà artigianale. E' un film muto, che lascia spazio alla deduttività senza una spiegazione o un commento. In questo modo, il documentario offre un omaggio a una tradizione secolare, che sta lentamente ma inesorabilmente perdendo di importanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buona visione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/1aPPSIDr3Mc&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/1aPPSIDr3Mc&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3024095307822006945-4623216314230786837?l=tappetorientale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://tappetorientale.blogspot.com/2009/11/poot-il-trailer.html</link><author>noreply@blogger.com (Alberto De Reviziis.)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3024095307822006945.post-1186268075941250177</guid><pubDate>Sun, 29 Nov 2009 09:56:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-29T11:29:49.087+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>truffe tappeti</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>colori vegetali</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>bugie</category><title>La bugia dei colori vegetali</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/__PCbUvT-QUs/SxJFHkr4czI/AAAAAAAABRA/d-3gPkrxaG0/s400/Image0001.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 273px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/__PCbUvT-QUs/SxJFHkr4czI/AAAAAAAABRA/d-3gPkrxaG0/s400/Image0001.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Dichiarare l'origine vegetale dei colori nei tappeti contemporanei o relativamente giovani è purtroppo un mezzo tutt'ora in uso da parte di ditte e commercianti per cercare di conferire al tappeto che si sta vendendo una maggiore pregevolezza, ed artigianalità del prodotto che in un tappeto moderno (eccetto che per produzioni sostenute dai governi locali e/o produzione di elite) è scontatamente impossibile. Già verso la fine dell'800 infatti i coloranti sintetici entrarono in uso nella grandi manifatture cittadine persiane, turche e caucasiche, sostituendo l'uso di colorazioni naturali e consentendo la realizzazione di esemplari con una ben più ampia e gradita tabella cromatica. Il processo naturalmente interessò anche le produzioni delle realtà rurali, montane e nomadiche, che realizzavano per uso interno, ma solo successivamente, e cioè quando un progresso ed una civilizzazione compiuta entrarono inevitabilmente in contatto con tali realtà. Seguendo una linea temporale indicativa gli ultimi tappeti artigianali realizzati con lane tinte vegetalmente vennero annodati ancora in alcune realtà attorno agli anni '50, successivamente tutte le produzioni (anche i Bakhtiari, e le popolazioni curde e del caucaso) sostituirono via via i colori naturali con quelli sintetici. Per eccezione di progetti attualissimi e relativamente contemporanei di recupero della tradizione e dello standard qualitativo dei tappeti, promossi direttamente dai governi turchi e persiani, come per i GABBEH o il progetto DOBAG, tutti i tappeti prodotti negli ultimi 60 anni sono ormai pertanto da ritenersi esclusi dal processo di colorazione vegetale delle lane.&lt;br /&gt;Di primo acchito si è indotti a esprimere un giudizio negativo sulle tinte sintetiche, eppure anch'esse hanno dato e proseguono a dare il loro contributo importante nella realizzazione dei tappeti annodati. Senza di esse, molte produzioni sarebbero ormai certamente scomparse o avrebbero raggiunto prezzi così vertigginosi da non favorirne un commercio florido, ma solo di elite.&lt;br /&gt;E' ragionevole pertanto in questo contesto guardare di più al risultato estetico finale del tappeto e meno alle elucubrazioni dei venditori (televisivi e non) che spesso risultano, un po troppo creativi nelle loro affermazioni.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Continua...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3024095307822006945-1186268075941250177?l=tappetorientale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://tappetorientale.blogspot.com/2009/11/la-bugia-dei-colori-vegetali.html</link><author>noreply@blogger.com (Alberto De Reviziis.)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/__PCbUvT-QUs/SxJFHkr4czI/AAAAAAAABRA/d-3gPkrxaG0/s72-c/Image0001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3024095307822006945.post-2335256253700893619</guid><pubDate>Sat, 28 Nov 2009 15:07:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-02T10:44:23.515+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>bandiera turkmena</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>mistero</category><title>Il mistero della bandiera del Turkmenistan</title><description>&lt;div align="justify"&gt;Da un paio di giorni a questa parte, il tracciatore pubblico di visite in entrata e in uscita del blog registra un curioso e misterioso via vai di persone che da tutta Italia (e non solo) sono entrate nel blog dal motore di ricerca google digitando i seguenti TAG:&lt;strong&gt; bandiera, tappeto&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;La ricera dei seguenti termini, o altri termini similari ha ovviamente portato tutti a un mio ex articolo che trattava la &lt;a href="http://tappetorientale.blogspot.com/2008/07/la-bandiera-del-turkmensitan.html"&gt;bandiera del Turkmenistan&lt;/a&gt;, articolo che negli ultimi due giorni ha ormai totalizzato uno straordinario record di visite. Francamente non mi spiego il motivo di una così contemporanea ricerca da parte di migliaia di navigatori (tra ieri e oggi si arriverà a totalizzare 3000 visite in due gg), e immagino una qualche motivazione che va al di là della semplice casualità. Forse è avvenuto qualche evento o notizia recente con i tappeti e le bandiere inerente? Se qualcuno dei miei visitatori/lettori avesse una spiegazione di questo fenomeno, sono gradite delle delucidazioni attraverso la funzione commenti di questo post. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Grazie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;Allego link Feedjit per riscontro:&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;&lt;a href="http://feedjit.com/stats/tappetorientale.blogspot.com/toplinks/"&gt;http://feedjit.com/stats/tappetorientale.blogspot.com/toplinks/&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Aggiornamento:&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;&lt;a href="http://tappetorientale.blogspot.com/2009/12/tappeti-nei-quiz-televisivi.html"&gt;http://tappetorientale.blogspot.com/2009/12/tappeti-nei-quiz-televisivi.html&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3024095307822006945-2335256253700893619?l=tappetorientale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://tappetorientale.blogspot.com/2009/11/il-mistero-della-bandiera-del.html</link><author>noreply@blogger.com (Alberto De Reviziis.)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3024095307822006945.post-1257741689972440837</guid><pubDate>Fri, 27 Nov 2009 19:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-27T20:00:59.465+01:00</atom:updated><title>Apre la mostra "Nodi" a Parma</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Domani a Parma aprirà i battenti -grazie all'entusiastico ed appassionato contributo del caro amico Arch. Andrea Pacciani- la mostra&amp;nbsp;"NODI" organizzata per presentare le opere della giovane artista iraniana Fariba Ferdosi e la collezione di antichi frammenti di aulici tappeti dal Caucaso e di gabbeh nomadici persiani del collega Alberto Boralevi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Due mondi, quello dell'arte contemporanea e quello dell'antico tappeto orientale, solo apparentemente molto lontani tra loro ma sostanzialmente legati da un filo&amp;nbsp;culturale che si dipana nei tempi. Questa mostra vuole esserne una piccola ma significativa testimonianza, dopo il sucesso già compiuto&amp;nbsp;a Firenze della medesima mostra. Alla kermesse ci sarà anche l'amico e collega Leopoldo Rhodio.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://photos-h.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc3/hs022.snc3/10944_1265550767328_1486534938_30728911_4611724_n.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://photos-h.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc3/hs022.snc3/10944_1265550767328_1486534938_30728911_4611724_n.jpg" width="400" yr="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3024095307822006945-1257741689972440837?l=tappetorientale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://tappetorientale.blogspot.com/2009/11/apre-la-mostra-nodi-parma.html</link><author>noreply@blogger.com (Alberto De Reviziis.)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3024095307822006945.post-8478433566068788399</guid><pubDate>Thu, 26 Nov 2009 20:26:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-29T11:31:22.361+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>tappeti uzbeki tappeti pakistani</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Ghazni</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Gazni</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>tappeti pakistani</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>kazak</category><title>I Gazni Kazak non sono Caucasici e neppure Uzbeki</title><description>&lt;div class="separator" style="CLEAR: both; TEXT-ALIGN: center"&gt;&lt;a style="CLEAR: left; FLOAT: left; MARGIN-BOTTOM: 1em; MARGIN-RIGHT: 1em; cssfloat: left" href="http://4.bp.blogspot.com/__PCbUvT-QUs/Sw7VzLlr0hI/AAAAAAAABQ4/uB3Lq_DEgQE/s1600/gazni.bmp" imageanchor="1"&gt;&lt;img src="http://4.bp.blogspot.com/__PCbUvT-QUs/Sw7VzLlr0hI/AAAAAAAABQ4/uB3Lq_DEgQE/s400/gazni.bmp" border="0" yr="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Per una ragione a me ignota i tappeti Kazak Gazni (anche chiamati Ozbek Gazni) anziche essere venduti come tappeti pakistani vengono spesso attribuiti a manifattura Uzbeka. Ovviamente con i tappeti uzbeki i Kazak Gazni non hanno nulla a che fare, così come non centrano nulla con i Kazak (robusti tappeti del Caucaso). Il nome composto di questa fattura pakistana è ispirato ai Kazak Caucasici (dai quali prende in maniera generica ed idealizzata gli impianti iconografici), e alla città afghana di Gazni, dalla quale probabilmente giungono alcuni maestri annodatori che sin dall'occupazione sovietica si rifugiarono in Pakistan e dove insegnarono ai pakistani i rudimenti dell'annodatura afghana. E' facile comprendere che sulla base di questo nome composto e ambiguo, il tappeto Kazak Gazni viene così facilmente scambiato dagli acquirenti inesperti per un tappeto non pakistano e per questo acquistato a prezzi decisamente elevati per lo standard qualitativo e storico della manifattura che il tappeto rappresenta. L'idea che mi sono fatto è che la gente non avendo sentito parlare spesso del tappeto Uzbeko, tenda ad attribuire ad un tappeto uzbeko una maggiore pregevolezza e rarità, da quì l'uso comune per molti commercianti di attribuirlo all'Uzbekistan e non al Pakistan, realtà quest'ultima che invece viene ragionevolmente percepita dall'acquirente comune come una produzione imitativa e scadente.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;strong&gt;Caratteristiche:&lt;/strong&gt; il tappeto ha un'armatura lana su lana (con lane di ottima importazione e quindi non pakistane), nodo aperto, densità media, decori caucasici e colori antichizzati da procedimento di lavaggio MIGO. Ne esce un gradevole tappeto decorativo, di produzione seriale ed imitativa, con un vello in patina e per questo particolarmente delicato. Il prezzo di questa manifattura, che rispetto ad altri prodotti persiani e turchi (anche vecchi) è certamente alto, va tuttavia inquadrato in un contesto di moderna produzione, dove i costi di realizzazione sono certamente differenti da quelli di altre realtà ben più storicamente e tradizionalmente conosciute, e non può quindi stupire più di tanto. Va altresì detto che questo genere di tappeto (proprio per le sue caratteristiche di produzione seriale) con il tempo, diverrà solo un tappeto usato, e mai acquisirà valore. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3024095307822006945-8478433566068788399?l=tappetorientale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://tappetorientale.blogspot.com/2009/11/i-gazni-kazak-non-sono-caucasici-e.html</link><author>noreply@blogger.com (Alberto De Reviziis.)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/__PCbUvT-QUs/Sw7VzLlr0hI/AAAAAAAABQ4/uB3Lq_DEgQE/s72-c/gazni.bmp' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3024095307822006945.post-7531426953251948230</guid><pubDate>Sun, 22 Nov 2009 20:07:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-22T21:07:43.486+01:00</atom:updated><title>Bestiario tappetologico</title><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/__PCbUvT-QUs/SwmZ72ONJOI/AAAAAAAABQw/qvmd8tJbYtg/s1600/truffe.bmp" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/__PCbUvT-QUs/SwmZ72ONJOI/AAAAAAAABQw/qvmd8tJbYtg/s320/truffe.bmp" yr="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci sarebbe da farci un libro, un vocabolario, un vero e proprio bestiario tappetologico su quante terminologie creative, e strafalcioni vengono coniati e campati in aria da alcuni colleghi del settore per&amp;nbsp;ingenerare&amp;nbsp;nei loro&amp;nbsp;clienti una percezione di maggiore&amp;nbsp;pregevolezza nei tappeti da loro proposti. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Bugie, fantasie, bestialità ed ingenuità corrono e si mescolano, nell'etere e nelle pubblicità sui giornali, mostrando tappeti con nomi improbabili inventati di sana pianta, indicati con provenienze di paesi dai quali non provengono affatto e sovraprezzati per poi farli precipitare ad un prezzo invece che è nella norma.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono rimasto allibito l'altro giorno, sfogliando un quotidiano e riconoscendo nella pubblicità di una nota ditta di tappeti, l'immagine di un Saruq americano con sotto la scritta "Saruq" ed un prezzo di 300 euro al mq (prezzo mediamente valevole per un saruq contemporaneo e non certo per un saruq americano). Ma questo è solo un esempio, esistono innumerevoli varianti di storie o di artifizi per vendere qualcosa che altrimenti diverrebbe difficile da smerciare, e così i pakistani diventano uzbeki, vengono chiamati Herat (città afghana) o ushak (realtà anatolica), vengono chiamati Kazak (caucaso)&amp;nbsp;e mille altri nomi più o meno assurdi ed incongruenti. Per aiutare le persone che non sono esperte e pertanto non hanno certo colpe se non quelle talvolta di credere alle favole e ai cantastorie, nei prossimi giorni, Tappetorientale affronterà alcuni dei maggiori inganni/errori nei quali è possibile venire incontro durante un primo acquisto (terminologie, caratteristiche, provenienze, ecc ecc).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3024095307822006945-7531426953251948230?l=tappetorientale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://tappetorientale.blogspot.com/2009/11/bestiario-tappetologico.html</link><author>noreply@blogger.com (Alberto De Reviziis.)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/__PCbUvT-QUs/SwmZ72ONJOI/AAAAAAAABQw/qvmd8tJbYtg/s72-c/truffe.bmp' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3024095307822006945.post-3060517963254726970</guid><pubDate>Sat, 14 Nov 2009 20:36:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-29T11:31:54.423+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>investimento tappeti</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>crisi economica</category><title>Chi può comprare lo faccia ora!</title><description>&lt;div class="separator" style="CLEAR: both; TEXT-ALIGN: center" align="left"&gt;&lt;a style="CLEAR: left; FLOAT: left; MARGIN-BOTTOM: 1em; MARGIN-RIGHT: 1em; cssfloat: left" href="http://www.e-turchia.com/images/Ordinativo_di_tappeti_turchi_20060904.jpg" imageanchor="1"&gt;&lt;img src="http://www.e-turchia.com/images/Ordinativo_di_tappeti_turchi_20060904.jpg" border="0" sr="true" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Il gruppo Cit, una delle maggiori società finanziarie americane dei crediti alle piccole imprese non ce l'ha fatta e nonostante i cospicui aiuti ricevuti dalla Casa Bianca (circa 2,3 miliardi di dollari) ha deciso di avviare le procedure fallimentari per l'amministrazione controllata, facendo ricorso al cosiddetto chapter 11.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Con i suoi 71 miliardi di dollari di attività, il fallimento della Cit è il quinto per dimensioni della storia degli Stati Uniti, alle sole spalle di quelli di colossi come Lehman Brothers, Washington Mutual, Worldcom e General Motors. Ma è la prima azienda a fallire dopo essere stata salvata dal governo. Tutto questo ci fa ben capire che la crisi è ben lungi dall'essere terminata e che anzi si preludono momenti di crisi internazionale (che al di là dei governi) proseguirà a farsi sentire penosamente nelle casse dei paesi ed in quelle dei cittadini. La crisi ovviamente colpisce anche i beni ritenuti più voluttuari e paradossalmente quelli della fascia ritenuta benestante, compreso il settore dei tappeti e dell'alto antiquariato. Non può essere sfuggito ad esempio ai più attenti il fenomeno tutt'ora in evoluzione delle aste, da prima adeguatesi alla crisi proponendo pezzi interessanti a prezzi minimi, ora in alcuni casi, adirittura con la decisione drammatica di sospendere le aste dei tappeti. Inoltre d'ora in poi i risultati delle aste (in termini di valore di aggiudicazione) non verranno più resi pubblici, in base alle richieste dei clienti e delle norme sulla privacy, con ovvie conseguenze nel mondo delle valutazioni di mercato che diverranno ormai solamente indicative. Dietro alle ansietà d'asta esiste una congiuntura economica e sociale; la crisi economica produce infatti anche la reimmissione nel mercato di numerosissimi esemplari da collezione che taluni manager, e collezionisti si vedono costretti a rivendere per liquidizzare. L'articolo tappeto non solo quindi scende di prezzo per deflazione ma anche per inflazione.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;In conclusione: è un momento tutt'altro che felice, tanto per l'economia quanto per il tappeto d'arte o di alto antiquariato, e probabilmente sarà un periodo anche molto lungo, ma è pur sempre un momento che alla fine passerà e che determinerà (lo sta già facendo del resto) un ritorno ad un'economia fatta di cose concrete, tappeti compresi. E' inutile dire che di fronte a questa eccezionalità del momento, chi ha i soldi per poter comprare tappeti non può che fare affari, e sarebbe davvero stupido perdere quest' occasione. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3024095307822006945-3060517963254726970?l=tappetorientale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://tappetorientale.blogspot.com/2009/11/chi-puo-comprare-lo-faccia-ora.html</link><author>noreply@blogger.com (Alberto De Reviziis.)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3024095307822006945.post-9182269699423099104</guid><pubDate>Fri, 06 Nov 2009 10:01:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-06T20:17:59.425+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Hazla</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>tappeto afghano</category><title>Manca la buona creanza</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/__PCbUvT-QUs/SvR1lhzj0YI/AAAAAAAABQo/eLxstmiBH2o/s1600-h/guestbook.bmp" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" sr="true" src="http://4.bp.blogspot.com/__PCbUvT-QUs/SvR1lhzj0YI/AAAAAAAABQo/eLxstmiBH2o/s320/guestbook.bmp" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Ieri l'altro, una persona, ha pensato di richiedermi informazioni su di un determinato&amp;nbsp;tappeto afghano, utilizzando in maniera poco urbana il libro degli ospiti del blog. Al di là della sede poco opportuna (esistono contatto email e sezione sportello&amp;nbsp;lettori per questo genere di richieste) la domanda posta è stata formulata in maniera così scarna e schematica da farla percepire a chiunque la leggesse che rispondere fosse quasi dovuto. Chiariamo da subito che nessuno mi paga per scrivere in questo blog, ne tantomeno per fornire informazioni, lo faccio per passione e per aiutare il pubblico alle volte disorientato, non certo per aiutare chi invece pone domande come se questo fosse uno sportello ed il suo autore un impiegato statale. La risposta a questo genere di domande scarne non può che essere altrettanto scarna e peraltro pubblicata più per altri eventuali lettori che per la persona che ha formulato le due righe in questione. Rispondo quindi che Hazla è un tappeto pakistano e non afghano di qualità "ziegler" una delle innumerevoli varianti. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3024095307822006945-9182269699423099104?l=tappetorientale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://tappetorientale.blogspot.com/2009/11/manca-la-buona-creanza.html</link><author>noreply@blogger.com (Alberto De Reviziis.)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/__PCbUvT-QUs/SvR1lhzj0YI/AAAAAAAABQo/eLxstmiBH2o/s72-c/guestbook.bmp' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>3</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3024095307822006945.post-1211521744510978754</guid><pubDate>Wed, 04 Nov 2009 10:21:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-05T16:36:11.470+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>George Leonard</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>ufo</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>tappeti</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>simboli</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>luna</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>spongobongo</category><title>Simboli ufologici nei tappeti?</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.infotappeti.com/download/file.php?id=120" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="" border="0" height="150" src="http://www.infotappeti.com/download/file.php?id=120" style="float: left; margin: 0px 10px 10px 0px;" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;Da qualche giorno un contatto sul forum &lt;a href="http://www.infotappeti.com/"&gt;Infotappeti&lt;/a&gt; con il nome in codice Arpio, ha aperto un confronto sulla possibilità che nell'iconografia dei tappeti orientali esista una qualche traccia o impronta di ricordi remoti, di avvistamenti e contatti ufologici da parte di quelle popolazioni originarie e che ancora oggi annodano tradizionalmente tappeti. L'ipotesi è suggestiva ma anche abbastanza perniciosa, proprio per la natura ostica dell'argomento. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.aliens-everything-you-want-to-know.com/image-files/stonehengeufon.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.aliens-everything-you-want-to-know.com/image-files/stonehengeufon.jpg" vr="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Interpretare un tappeto odierno come la riproduzione stanca e tradizionale di una primitiva stele di rosetta ufologica, è un compito che credo spetti sicuramente di più ai paleoufologi che ai mercanti di tappeti; ma è anche vero che un esperto&amp;nbsp;in tappeti possa aiutare a fare un po di luce, concorrendo a smontare o avvalorare questa controversa teoria. L'inusuale topic ha aperto un dibattito all'interno del forum, interessante è stato ad esempio sapere che proprio due edizioni fa a Sartirana (2008), durante una delle tante conferenze sui tappeti, è stato proprio affrontato questo argomento, non so però con quali risultati.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://magiaefuturo.myblog.it/media/02/01/896872443.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://magiaefuturo.myblog.it/media/02/01/896872443.jpg" vr="true" width="283" /&gt;&lt;/a&gt;Per chiarirmi le idee ho contattato quindi il collega Barry O'Connel di &lt;a href="http://www.spongobongo.com/"&gt;Spongobongo&lt;/a&gt;, che si è subito dimostrato incuriosito, e mi ha assicurato di interpellare prossimamente&amp;nbsp;le sue fonti persiane in merito. Cercando notizie su internet&amp;nbsp;ho scoperto, che nel campo dei segni e dei simboli, a parte qualche opera ritenuta fondamentale come "Qualcun'altro&amp;nbsp;sulla Luna", (1978), di George Leonard, la cosidetta cipeologia è scarsa di informazioni e di ricerche approfondite. Proprio nell'opera citata, si analizzerebbero le foto inviate dalle esplorazioni spaziali della superficie lunare. George Leonard affronta le più note ed inspiegabili conformità del terreno, alle quali la Nasa non ha potuto dare ancora una precisa, chiara ed univoca risposta. Egli menziona ad esempio vari simboli trovati sulla superficie del”nostro” satellite: apparenti enormi F e G all’interno di parecchi crateri, dove sarebbero stati individuati anche segni che assomigliano alle lettere A, X e P. Quello che però attira di più l'attenzione è il simbolo che l'autore definisce “albero della vita” (forse simile a quello delle nostre civiltà antiche?) e che secondo le rilevazioni, appare spesso riprodotto sulla Luna, quasi sempre circondato da un ovale o da un cerchio. Tenendo tutti e due i piedi ben piantati per terra, ritengo che l'argomento meriti comunque un approfondimento, e per questo mi riprometto di ritornare a trattarlo in queste pagine nei prossimi giorni, nell'attesa ovvia di ulteriori sviluppi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3024095307822006945-1211521744510978754?l=tappetorientale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://tappetorientale.blogspot.com/2009/11/simboli-ufologici-nei-tappeti.html</link><author>noreply@blogger.com (Alberto De Reviziis.)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3024095307822006945.post-8964684741255849234</guid><pubDate>Sun, 01 Nov 2009 18:13:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-05T16:37:19.070+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Armin Wegner</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Nor Arax</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>armenia</category><title>Tappeti di lana e lacrime - mostra fotografica di Armin Wegner</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.mondimedievali.net/microstorie/images/armeni01.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://www.mondimedievali.net/microstorie/images/armeni01.jpg" style="cursor: hand; float: left; height: 410px; margin: 0px 10px 10px 0px; width: 373px;" /&gt;&lt;/a&gt;Una mostra fotografica che ripercorre, attraverso le immagini del poeta Armin Wegner, il dramma e la diaspora armena del 1915 e la nascita di una comunità e di una manifattura di tappeti armeni in Puglia è stata inaugurata venerdì 30 ottobre, alle 18.30, nei locali della Fondazione Banca del Monte Siniscalco Ceci di via Arpi 152. Intitolata Armin Wegner e gli Armeni in Anatolia, 1915 – Nor Arax: la comunità armena a Bari, questa mostra resterà aperta fino a giovedì 12 novembre; successivamente, si trasferirà a Bari dove verrà ospitata dal Fortino di Sant’Antonio. A rendere possibile l’iniziativa, l’impegno appassionato di Stefan Nienhaus, docente di Letteratura Tedesca presso la Facoltà di Lettere dell’Università degli Studi di Foggia. Armin Wegner era un poeta tedesco, che a quei tempi prestava servizio come ufficiale sanitario in Turchia. Rischiando la sua stessa pelle, Wegner documentò il dramma armeno con la sua macchina fotografica. Il Nox Arasse cui fa riferimento il titolo della mostra è il Nuovo Arasse (è il Po degli armeni, qualcosa di più di un grande fiume): questo era il nome del villaggio che venne fondato alla periferia di Bari intorno al 1926. Qui, forti di una maestria secolare, i profughi continuarono a intrecciare pregiatissimi tappeti, dai colori e dai disegni inconfondibili: ancora oggi, la famiglia Timurian è attiva nel capoluogo pugliese nella commercializzazione di questi capolavori artigianali, proseguendo l’attività avviata quasi un secolo fa dal loro avo Diran, che già all’epoca finiva – attraverso i suoi manufatti – nelle più belle case baresi. In esposizione, dodici pannelli fotografici, opera di Claudio Grenzi, che raccontano la costruzione del villaggio e la lavorazione dei tappeti, la vita nel villaggio e la Casa dei bambini. Proprio uno di quegli splendidi tappeti viene esposto nella mostra foggiana, per permettere a tutti i visitatori di ammirare con i propri occhi un esempio concreto di questa forma di artigianato che, per accuratezza e creatività, assume i contorni di una vera arte e parla di un popolo, di una tragedia, di un esempio di dignità.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.fondazionebdmfoggia.com/"&gt;http://www.fondazionebdmfoggia.com/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.claudiogrenzi.it/"&gt;http://www.claudiogrenzi.it/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 78%;"&gt;Articolo tratto e adattato da: &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.viveur.it/magazine/articolo.asp?id=11567"&gt;&lt;span style="font-size: 78%;"&gt;http://www.viveur.it/magazine/articolo.asp?id=11567&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3024095307822006945-8964684741255849234?l=tappetorientale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://tappetorientale.blogspot.com/2009/11/tappeti-di-lana-e-lacrime-mostra.html</link><author>noreply@blogger.com (Alberto De Reviziis.)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3024095307822006945.post-8720342405452256743</guid><pubDate>Wed, 28 Oct 2009 10:29:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-28T11:42:55.370+01:00</atom:updated><title>Il tappeto volante nello spazio</title><description>&lt;div align="justify"&gt;Un curioso esperimento condotto qualche mese fa sulla Stazione Spaziale Internazionale ISS ci mostra un vero tappeto volante. Non sono certo di capire l'utilità di questi esperimenti, ma sarebbe stato bello se fosse stato utilizzato per il test perlomeno un tappeto orientale originale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Godetevi il video.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/vk9xBGxmpAg&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/vk9xBGxmpAg&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3024095307822006945-8720342405452256743?l=tappetorientale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://tappetorientale.blogspot.com/2009/10/il-tappeto-volante-nello-spazio.html</link><author>noreply@blogger.com (Alberto De Reviziis.)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3024095307822006945.post-910784577514099574</guid><pubDate>Wed, 21 Oct 2009 07:45:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-21T10:45:36.933+02:00</atom:updated><title>Il tappeto per scaldare l'ambiente domestico</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.internetrugs.com/blog/wp-content/uploads/2007/10/design2.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 369px; FLOAT: left; HEIGHT: 483px; CURSOR: hand" border="0" alt="" src="http://www.internetrugs.com/blog/wp-content/uploads/2007/10/design2.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;In questi tempi di crisi economica e di grande attenzione ecologica, il risparmio energetico rappresenta anche in termini di riscaldamento domestico un fattore nodale. Vengono sempre più spesso installati sui tetti i pannelli, e vengono cambiati gli infissi per meglio trattenere il calore, sono anche fresche di qualche anno le disposizioni condominiali che regolamentano il tetto massimo di gradazione consentita per il riscaldamento dei locali. Alle volte le amministrazioni condominiali si ritrovano a far fronte poi alle diverse necessità dei condomini, dove alcuni per risparmiare (visto e considerato che magari lavorano e vivono tutto il giorno fuori casa) invocano spesso con successo l'ulteriore abbassamento dei caloriferi mentre altri come vecchi pensionati e casalinghe si ritrovano costretti così all'utilizzo di stufe elettriche. In questo particolare ambito dove gli inverni sono tornati ad essere estremamente rigidi e il risparmio energetico ne raforza questa percezione, la riscoperta del tappeto (nato prima di tutto proprio per isolarsi dal freddo) in ambiente domestico costituisce senz'altro il metodo migliore per rendere il proprio appartamento caldo senza costi aggiuntivi (se non quello per l'acquisto del tappeto). Pesanti tappeti a ricoprire i nudi e freddi pavimenti fatti di cotto, di marmi o di mattonelle, e pure qualche tappeto o kilim appeso alle pareti (che sono sempre più spoglie a causa degli imput sbagliati di architetti d'interni e di mode del momento) rappresenterebbero una soluzione estremamente pratica per il trattenimento del calore in ambiente domestico. Nel mio negozio ad esempio, in questi giorni di grande freddo (si arriva a 1 grado di sera e 5 di giorno), non accendo quasi mai il riscaldamento, eppure grazie ai tappeti appesi e quelli a terra, chi entra percepisce un calore tale da credere che l'ambiente sia riscaldato. Vivere in una casa fredda fa male alle ossa e ai bronchi, meglio sarebbe ricominciare ad aprire le porte di casa ai lanosi tappeti, e non è solo una questione di salute, ma anche di ritorno economico.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3024095307822006945-910784577514099574?l=tappetorientale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://tappetorientale.blogspot.com/2009/10/il-tappeto-per-scaldare-lambiente.html</link><author>noreply@blogger.com (Alberto De Reviziis.)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3024095307822006945.post-2881134500365771152</guid><pubDate>Mon, 19 Oct 2009 05:44:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-19T16:34:25.976+02:00</atom:updated><title>I bookmarks di tappetorientale</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Qb7cazGvBU0/SctHT7rpyOI/AAAAAAAAAAg/o5YUu-AYDHw/S660/Social+Bookmarking+logo.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 337px; DISPLAY: block; HEIGHT: 235px; CURSOR: hand" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Qb7cazGvBU0/SctHT7rpyOI/AAAAAAAAAAg/o5YUu-AYDHw/S660/Social+Bookmarking+logo.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Da oggi tutti gli articoli di tappetorientale possono essere condivisi su Facebook e Twitter e segnalati ai maggiori siti di Social Bookmarking, tra questi: Oknotizie, Technorati, del.icio.us, Reddit, Blinklist, Furl, Yahoo e tanti altri ancora. Si tratta di uno strumento in più per promuovere il blog e con esso la tematica trattata. Fatene buon uso e linkate gli articoli. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Grazie.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3024095307822006945-2881134500365771152?l=tappetorientale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://tappetorientale.blogspot.com/2009/10/i-bookmarks-di-tappetorientale.html</link><author>noreply@blogger.com (Alberto De Reviziis.)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3024095307822006945.post-7520081699546142577</guid><pubDate>Sun, 18 Oct 2009 09:34:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-05T16:38:27.683+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>chitarra</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>suono</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>conservare tappeti in estate</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>insonorizzare</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>acustica</category><title>Il tappeto per migliorare l'acustica</title><description>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/__PCbUvT-QUs/StrlhnvYuFI/AAAAAAAABPw/kMIf_lzWyNI/s1600-h/image.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5393875869495769170" src="http://3.bp.blogspot.com/__PCbUvT-QUs/StrlhnvYuFI/AAAAAAAABPw/kMIf_lzWyNI/s320/image.jpg" style="cursor: hand; display: block; height: 270px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 320px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Succede spesso di vedere cantanti e musicisti arrangiare e/o cantare al centro di un pesante tappeto orientale, nei concerti quanto nelle prove in sala. Mi vengono ad esempio in mente fenomeni come Battiato o Branduardi che nei loro concerti e peregrinazioni portano con se i loro inseparabili tappeti, ma penso anche ai cantanti Folck e Rock e a band più o meno famose degli States. La spiegazione è molto semplice, il tappeto è il primo elemento base per migliorare l'acustica (attenzione non per creare un'insonorizzazione) dell'ambiente dove si suona.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'appeal del tappeto fa il resto, e in poco tempo un mezzo per migliorare il suono diventa un soggetto, un oggetto totemico, un portafortuna o nel migliore dei casi un inseparabile amico e compagno di viaggio. E così i tappeti diventano il "cerchio magico" di chitarristi, cantanti e band musicali oltre che utili strumenti per assorbire i suoni riverbati. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Se avete una band o volete suonare la chitarra o la batteria o altri strumenti... provate anche voi a coprire una porzione di pareti della stanza dove suonate, una alla volta, e non dimenticate di piazzare un bel tappetone lanoso a terra, vi renderete conto che i tappeti assorbiranno i suoni che prima erano ultrariverbati migliorando così sensibilmente la resa del pezzo da voi eseguito. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size: 78%;"&gt;Immagine reperita dal blog &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.rugrag.com/"&gt;&lt;span style="font-size: 78%;"&gt;http://www.rugrag.com/&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3024095307822006945-7520081699546142577?l=tappetorientale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://tappetorientale.blogspot.com/2009/10/il-tappeto-per-migliorare-lacustica.html</link><author>noreply@blogger.com (Alberto De Reviziis.)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/__PCbUvT-QUs/StrlhnvYuFI/AAAAAAAABPw/kMIf_lzWyNI/s72-c/image.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3024095307822006945.post-8937237547780189003</guid><pubDate>Thu, 15 Oct 2009 08:17:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-15T18:07:01.313+02:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>mesmerismo</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>segreto della vita</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>jung</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>meditazione</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>psicanalisi</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>inconscio</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>stato di coscienza</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>magia</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>geometria sacra</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>mesmerismus</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>spiritualità</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>magnetismo</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>simbologia</category><title>Il potere magnetico del tappeto</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/__PCbUvT-QUs/StbhkPJy9YI/AAAAAAAABPo/GuWe8eDaBLM/s1600-h/geometria.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; FLOAT: left; HEIGHT: 198px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5392745616481908098" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/__PCbUvT-QUs/StbhkPJy9YI/AAAAAAAABPo/GuWe8eDaBLM/s320/geometria.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Secondo lo studio affascinante della geometria sacra, dietro al linguaggio geometrico esiste il segreto della vita. Nel rebus multiconografico dei tappeti orientali avverrebbe per tradizione una traslazione di questo linguaggio soggettiva dei popoli che li confezionano. Traslazione che a tutt'oggi ci appare difficile decifrare. Si potrà giustamente eccepire che oggi il tappeto sia ormai annodato seguendo decori realizzati in maniera inconsapevole, ma se è vero che la natura di questi è stata adulterata nei secoli dalle richieste del mercato, è anche vero che un'impronta sia comunque rimasta. Non è pertanto assolutamente improprio affermare e cofermare il valore intrinseco e le proprietà magnetiche esercitate da questi simboli atavicamente e inconsapevolmente riprodotti sulle persone. Secondo Jung e la psicanalisi la mente umana si nutrirebbe di simboli, e la connessione cosciente del nostro Io con le forme geometriche è dunque decisiva per cambiare il nostro stato di coscienza, e la nostra vita in generale. Particolari simboli pertanto ci riporterebbero a stati di conscienza interiore archetipa e di riconessione con il passato, permettendoci un più facile accesso alla spiritualità e a Dio. Il segreto della vita potrebbe pertanto essere celato non solo metaforicamente nelle complesse simbologie dei tappeti, ma anche praticamente. Manufatti i tappeti, che guardacaso vengono realizzati tradizionalmente proprio dalla donna, ossia colei che genera la vita. E' forse per questo che il collezionismo di tappeti ed il commercio degli stessi (tanto in occidente quanto in oriente) sia sostanzialmente appannaggio e prerogativa maschile? Esiste forse un richiamo inconscio tra chi annoda i tappeti (la donna) e chi li compra, li vende e li colleziona (l'uomo)? C'è da domandarselo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3024095307822006945-8937237547780189003?l=tappetorientale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://tappetorientale.blogspot.com/2009/10/il-potere-magnetico-del-tappeto.html</link><author>noreply@blogger.com (Alberto De Reviziis.)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/__PCbUvT-QUs/StbhkPJy9YI/AAAAAAAABPo/GuWe8eDaBLM/s72-c/geometria.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3024095307822006945.post-2589072786937314325</guid><pubDate>Fri, 09 Oct 2009 08:07:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-05T16:39:28.881+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>simboli magici</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>magia</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>superstizione</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>esoterismo</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>fortuna</category><title>I tappeti portano fortuna</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/__PCbUvT-QUs/Ss78Bt1GbZI/AAAAAAAABPg/NSsNFdfRuv4/s1600-h/lane.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5390522910421446034" src="http://1.bp.blogspot.com/__PCbUvT-QUs/Ss78Bt1GbZI/AAAAAAAABPg/NSsNFdfRuv4/s320/lane.jpg" style="cursor: hand; float: left; height: 213px; margin: 0px 10px 10px 0px; width: 320px;" /&gt;&lt;/a&gt;Fin dalla loro scoperta in era paleolitica i colori hanno sempre assunto una funzione scaramantica ed esoterica. Insieme ai segni e ai simboli i colori sgargianti rappresentavano nel tappeto un complesso linguaggio iniziatico (oggi spesso adulterato) che era volto a scacciare gli spiriti, e a proteggere la dimora o il giaciglio. Ancor oggi gli zingari e gli indiani vestono colori sgargianti in questa funzione, e in Africa e nelle Isole Caraibiche si adoperano colori forti per scacciare il malocchio. Nel loro complesso i tappeti rappresentavano e rappresentano tutt'ora (ad eccezione delle moderne monocromie) un amuleto composito di simboli e colori. Particolari colori e simboli è stato del resto appurato e comprovato scientificamente, agiscono sulla nostra psiche e sul nostro inconscio producendo in noi energie negative o positive. Le case moderne di oggi povere nelle forme e nei colori hanno sfrattato dalla vita domestica questi colori e questi simboli, lasciando l'essere umano e le famiglie in balia del grigiore, del nero e ultimamente anche del viola. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: aumento delle depressioni, dei suicidi, delle separazioni e crescente necessità di evadere da parte degli individui dal loro ambito domestico. Di fronte a questi dati statistici inconfutabili e alla consapevolezza scientifica (gli studi di Freud ne sono un esempio) dell'azione benefica di determinati colori e simboli piuttosto di altri sulla nostra psiche, la considerazione che gli ambienti domestici e l'uomo in particolare si siano privati oggi di un oggetto/amuleto che per&lt;a href="http://www.spongobongo.com/daxv348.jpg"&gt;&lt;/a&gt; colori e simboli era sinonimo di protezione ed energia positiva è quasi automatica. E forse non è un caso che gli anni d'oro del tappeto orientale in occidente hanno sempre coinciso con gli anni di maggior splendore e sviluppo economico e scientifico per l'occidente stesso, basti pensare all'800 con la sua rivoluzione industriale o all'immediato dopoguerra che fino agli anni '90 ha rappresentato per i nostri paesi i massimi storici raggiunti in termini di benessere culturale ed economico. Oggi di fronte ad una crisi economica e culturale devastante come quella che i nostri paesi e le nostre culture stanno vivendo, ci sarebbe da pensarci su e riaprire le porte delle nostre case ai tappeti e ai loro colori e simboli, del resto chi tutt'oggi la crisi non l'avverte (vedasi ricchi e regnanti), i tappeti dalle proprie case e dai propri palazzi non li ha mai tolti. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3024095307822006945-2589072786937314325?l=tappetorientale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://tappetorientale.blogspot.com/2009/10/i-tappeti-portano-fortuna.html</link><author>noreply@blogger.com (Alberto De Reviziis.)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/__PCbUvT-QUs/Ss78Bt1GbZI/AAAAAAAABPg/NSsNFdfRuv4/s72-c/lane.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3024095307822006945.post-4938929965929570781</guid><pubDate>Thu, 08 Oct 2009 07:12:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-08T10:07:00.958+02:00</atom:updated><title>Tappeti celtici</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/__PCbUvT-QUs/Ss2RYFQwMfI/AAAAAAAABPY/dXRthQ-Hoyw/s1600-h/celtic.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 315px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5390124171947684338" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/__PCbUvT-QUs/Ss2RYFQwMfI/AAAAAAAABPY/dXRthQ-Hoyw/s320/celtic.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Una produzione relativamente recente e che appartiene alla famiglia dei tappeti annodati "trapiantati" è questa particolare e curiosa manifattura gallese. Si tratta di un manufatto robusto realizzato con lo stesso metodo che viene usato per fare i tappeti scandinavi. Il tappeto risulta molto morbido, a rasatura alta e a rilievo, con un disegno celtico conosciuto come: il "nodo infinito". Non ci è dato sapere se effettivamente i Celti (popolazione di grande gusto artistico) abbiano mai prodotto qualcosa del genere, del resto le cronache romane sugli usi e i costumi di questi "barbari" (che propriamente barbari non erano) sono scarse , ma indubbiamente se mai qualcosa di simile è stato prodotto, non poteva che assomigliare a questo genere di tappeto. Del resto non è propriamente fantasioso ipotizzare che un qualcosa di "celtico" possa essere stato prodotto in epoca remota. Basti pensare alle sole origini indoeuropee delle popolazioni celtiche (probabilmente area del mar Nar Nero), già esse di per sè anello di congiunzione culturale e filologica con l'uomo del neolitico ed il comune bagaglio simbologico e pagano presente e ricco nell'iconografia archetipa dei tappeti e di tutte le culture indoeuropee ed ariane del continente euroasiatico. C'è poi la comunanza ambientale: la rigidità degli inverni e l'organizzazione sociale propriamente simile (se non identica) a quella delle popolazioni delle steppe che diedero per necessità i natali (quelli sì documentati e testimoniati) del tappeto. Infine esiste l'accomunanza sciamanica, ossia i complessi riti pagani di divinazione, di contatto con le forze della natura, di esorcismo delle forze malefiche, quì tanto i celti quanto le popolazioni madri del tappeto erano pagani e professavano sciamanesimo svolgendo riti magici i cui simboli e colori (gli stessi presenti nei tappeti) erano elementi comprimari nella ritualità. Ma fino ad una prova documentata tutto questo è solo teoria. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3024095307822006945-4938929965929570781?l=tappetorientale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://tappetorientale.blogspot.com/2009/10/tappeti-celtici.html</link><author>noreply@blogger.com (Alberto De Reviziis.)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/__PCbUvT-QUs/Ss2RYFQwMfI/AAAAAAAABPY/dXRthQ-Hoyw/s72-c/celtic.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3024095307822006945.post-4221430684373184010</guid><pubDate>Tue, 29 Sep 2009 14:38:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-09-29T17:13:42.699+02:00</atom:updated><title>Tanta ingratitudine</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/55/Vasnetsov_samolet.jpg/340px-Vasnetsov_samolet.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 340px; FLOAT: left; HEIGHT: 187px; CURSOR: hand" border="0" alt="" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/55/Vasnetsov_samolet.jpg/340px-Vasnetsov_samolet.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Questo blog ha sempre svolto una funzione sociale, quella di dare cioè preziose e gratuite informazioni sul mondo del tappeto, un mondo per sua natura sconosciuto e tenuto anche volontariamente sconosciuto. Tappetorientale ha aiutato centinaia di persone nell'acquisto, nella ricerca di testi e di informazioni, nell'acquisizione di metodi per riconoscere manifatture o tipologie. Tutti i giorni si collegano decine di persone, con una media di 90 al giorno, la maggior parte entra dai motori di ricerca, altri digitano direttamente l'url del sito, ma salvo i pochi amici che mi seguono affezionatamente, praticamente nessun altro manifesta una qualche sensibilità verso il lavoro svolto e profuso in questi anni. Nessuna gratitudine, nessun ringraziamento (che non costa nulla) e talvolta neanche privatamente una volta ottenuta la risposta alle domande poste. Sto pensando di scrivere meno, sia qualitativamente che quantivamente, a eccezione dei quesiti pubblici naturalmente ai quali invece risponderò sempre con cordialità e sollecitudine. Del resto se i lettori non hanno voglia di perdere tempo a scrivere un commento e un "grazie" anche io ho sicuramente di meglio da fare che stare ad elargire loro preziosi consigli.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3024095307822006945-4221430684373184010?l=tappetorientale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://tappetorientale.blogspot.com/2009/09/tanta-ingratitudine.html</link><author>noreply@blogger.com (Alberto De Reviziis.)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>4</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3024095307822006945.post-5414594056838104512</guid><pubDate>Thu, 24 Sep 2009 19:25:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-09-24T21:30:19.774+02:00</atom:updated><title>Sindrome da raffreddamento</title><description>&lt;div align="justify"&gt;E' difficile scrivere qualcosa di sensato ed apprezzabile quando si ha la testa piena di catarro e si passa metà del proprio tempo a starnutire e a tossire. Fortunatamente è solo una potente sindrome da raffreddamento, tantè che continuo ad aprire regolarmente il negozio, ma di aggiornare il sito e il blog non se ne parla.  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un saluto a tutti i lettori, ci vedremo in queste pagine non appena starò meglio. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3024095307822006945-5414594056838104512?l=tappetorientale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://tappetorientale.blogspot.com/2009/09/sindrome-da-raffreddamento.html</link><author>noreply@blogger.com (Alberto De Reviziis.)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3024095307822006945.post-2479810554795062512</guid><pubDate>Sun, 20 Sep 2009 07:52:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-09-20T10:54:31.339+02:00</atom:updated><title>La crisi del tappeto e internet</title><description>&lt;div align="justify"&gt;Spulciando l'attuale catalogo di RB si possono riscontrare prezzi minimi e pezzi interessanti per tappeti di Caucaso e Anatolia, un po meno per i turcomanni. Probabilmente è un dato che va per compensazione visto che l'asta di maggio ha fatto poche vendite anche se con punte da record. E' il risultato di una crisi economica che non ha dato molto respiro al mondo del tappeto, del resto la stessa Sartirana (mi è stato detto) ha registrato meno espositori e probabilmente anche meno visitatori. Ma visto e considerato che lo show deve andare avanti, ecco che chi vende tappeti si vede costretto a ribassare, talvolta a svendere i propri pezzi, nella sterile attesa e vana speranza di una ripresa economica che anche qual'ora si verificasse, non produrrebbe ugualmente una soddisfacente ripresa del mercato dei tappeti, in quanto le persone hanno comunque cambiato priorità e modi di vivere. Lo stesso mercato dell'alto collezionismo è in crisi per mancanza di ricambio generazionale (per lo meno quì in Europa), lo vediamo tutti i giorni, sfogliando appunto i cataloghi d'asta, le riviste specializzate o le mostre di antiquariato, per accorgerci che le proposte sono dirette ad un pubblico maturo e ormai sempre più saturo, senza purtroppo la speranza che questi collezionisti possano passare il testimone a figli e nipoti, ormai invece proiettati verso un consumismo becero: &lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;p align="justify"&gt;"a cosa serve spendere 20mila euro per un frammento che agli occhi degli amici&lt;br /&gt;sembrerà uno straccio? Meglio dei vestiti firmati o dei televisori HD, quelli si&lt;br /&gt;che te li riconoscono."&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div align="justify"&gt;e del resto anche gli stessi commercianti e grossiti, come da sempre sostengo, non è che abbiano fatto molto per contrastare questa tendenza, anzi si sono messi a cavalcarla cercando di adattarsi e di adattare il mercato alla nuova domanda del pubblico. Alla fine, anche i tappeti antichi (che sono sempre meno) sono finiti con il risultare invece addirittura troppi per la limitata domanda ed il limitato ricambio generazionale. E' il risultato della dittatura della maggioranza e della spietata regola del mercato, dove non si riconosce ahimè ad un oggetto un valore oggettivo (se non in casi come l'oro) ma bensì un valore rapportato alla domanda. Per caduta del gusto del pubblico e per colpevole passivo attendismo degli addetti ai lavori, il tappeto (come l'antiquariato in genere) in Italia e in Europa è in caduta libera, senza purtroppo scorgere quei presupposti a breve termine auspicabili invece in realtà differenti come gli Stati Uniti. Quando anche l'ultimo collezionista ed appassionato di tappeti sarà morto, se non si indottrinano e non si educano nuove leve, il mercato del tappeto vecchio e antico sarà un mercato completamente morto. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La risposta a questa visione apocalittica? Bastebbe che tutti i mercanti abbandonassero i loro settarismi e le loro rivalità. La guerra degli sconti, non giova più di quanto possa giovare un uovo oggi anzichè una gallina domani. Perchè la percezione del pubblico di fronte alla battaglia sui prezzi è negativa, il cliente impara -erroneamente- che il tappeto è una cosa che non costa nulla e che chi vuole venderla deve necessariamente prostrarsi al cliente. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Internet è poi il mezzo di più facile accesso per rispondere all'ignoranza dilagante; la tv offre modelli di vita e di consumo sbagliati e non durevoli, mentre la solidità di un tappeto eterno nel tempo e nel gusto (quando ben trattato) sono valori che le mode di oggi contrastano. Sta ai commercianti fare tutto il possibile per offrire al pubblico un modello alternativo a quelli normalmente proposti da tv e rotocalchi. Anzichè vedere 100 siti di tappeti parlare del Pazyryk e poi venderti il Kashmahar, sarebbe più utile leggere 100 blog che parlano di come si fa un tappeto, di quante varietà di tappeti esistono al mondo, e di quanto è bello ed utile avere un tappeto in casa, Ma questa ovviamente è solo una mia speranza senza molte prospettive.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3024095307822006945-2479810554795062512?l=tappetorientale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://tappetorientale.blogspot.com/2009/09/la-crisi-del-tappeto-e-internet.html</link><author>noreply@blogger.com (Alberto De Reviziis.)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3024095307822006945.post-1452932147246399348</guid><pubDate>Fri, 18 Sep 2009 15:54:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-09-18T18:02:35.037+02:00</atom:updated><title>Citazione su Orler tappeti</title><description>&lt;div align="justify"&gt;Voglio ringraziare Il signor Catone Biasoli per la pubblica citazione di elogio espressa nei miei riguardi. Ieri infatti, mi è stato riferito che durante la consueta diretta del giovedì sera di Orler tappeti, il presentatore Catone Biasoli ha citato in modo estremamente elogiativo il forum da me inventato "Infotappeti", e più specificatamente il sottoscritto e altri due utenti miei amici. Piccole citazioni che nel mondo dell'etere tappetologico fanno sempre piacere. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3024095307822006945-1452932147246399348?l=tappetorientale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://tappetorientale.blogspot.com/2009/09/citazione-su-orler-tappeti.html</link><author>noreply@blogger.com (Alberto De Reviziis.)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item></channel></rss>