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martedì 8 settembre 2009

NYICS 2009

Quasi anticipando la ripresa del mercato, il mese di settembre rappresenta per il tappeto un'occasione di rilancio con la NYICS (New York International Carpet Show), fiera che si propone ormai come una delle più importanti del continente americano. Espositori di alto livello e nuovi tappeti decorativi e di design realizzati da una nuova generazione di tessitori artisti saranno il binomio che per contrasto e per assonanza riproporranno al facoltoso pubblico di Manhattan l'oggetto tappeto.
La due giorni di NYICS inizierà il 20 settembre e si concluderà il 22 settembre, nella nuova sede di 7 West 34th Street, all'angolo della 5th Avenu, con orario 09.00 am/ 18.00 pm.
Quì di seguito il link del sito di NYICS: http://www.nyics.com/

sabato 5 settembre 2009

V° Edizione Mostra Mercato Sartirana (con qualche perplessità).

La V° edizione di Sartirana Textile Show si terrà: da mercoledì 9 a domenica 13 settembre come di consueto nella Pila del castello di Sartirana. Si ripete anche questa volta la formula di una sola settimana di durata per la mostra mercato, che pare sia risultata gradita ai mercanti che espongono.

Il programma e gli orari:
Inaugurazione della mostra mercato a partire dalle 19.00 di martedì 8 settembre con buffet (solo su invito).
Apertura ufficiale il 9 settembre, con mattinata dedicata agli operatori e apertura al pubblico solo dalle ore 15.00. alle 20,00
Gli altri giorni:
Giovedì 10 Settembre (15:00 – 23:00)
Venerdì 11 Settembre (15:00 – 20:00)
Sabato 12 Settembre (10:00 – 23:00)
Domenica 13 Settembre (15:00 – 20:00)
Una mostra collaterale, curata dalla Dr.ssa Chiara Battini, sarà dedicata a FILIKLI o Tullu anatolici. Brevi conferenze animeranno i pomeriggi di mercoledì, giovedì e venerdì
i cosidetti: Tea Time Textile Talks. Special Guest: la Elena Tsareva, esperta di fama mondiale di arte tessile e ricercatrice presso la Accademia Russa delle Scienze presso il Museo di Antropologia, di San Pietroburgo.

Ulteriori informazioni sul sito ufficiale della mostra/mercato:
http://www.sartiranaarte.it/sts2009/

Considerazioni:
Sul sito di Sartiranaarte.it la presentazione della mostra/mercato dice testuali parole:
"In un Castello da fiaba a fine estate collezionisti, mercanti o semplici
appassionati
s'incontrano per gustare dell'ottimo vino, del cibo eccellente
e... per ammirare splendidi tappeti e tessili antichi. A volte si fanno anche
degli ottimi affari."

Stupiscono le priorità presentate nel sito per "invogliare" gli appassionati a visitare la mostra. Cos'è a questo punto Sartirana per gli stessi promotori dell'evento? Una fiera del vino piuttosto che un appuntamento enogastronomico? Forse ammirare splendidi tappeti e fare ottimi affari è l'ultima delle priorità?

I tempi sono bui, ed è risaputo che il pubblico risponda ormai sempre di più ad una domanda consumistica di basso livello (li ho visti io i passeggeri in crociera che facevano preferibilmente le foto ai buffet piuttosto che al paesaggio o ai monumenti), ma fare leva su vino e cibo per uniformarsi al trend culturale di oggi non credo concorra a migliorare le cose, anzi semmai sembra un condividere la linea di pensiero imperante, se non addirittura un visibile seppur inconscio gesto di resa degli organizzatori con le mani alzate e bene in vista.

Senza togliere nulla al posto e al grande impegno profuso in questi 5 anni di mostre/mercato - sia chiaro - mi lascia sempre perplesso la scelta di un luogo quale Sartirana per promuovere praticamente l'unico evento rimasto a tema. Un castello in mezzo alle risaie, tagliato fuori dalla maggiori linee di comunicazione (treni et simili), non facilita certo la visita del pubblico generico, e assume anzi (tanto più con i buffet solo su invito e l'apertura delle prime ore per i soli commercianti) la connotazione di un evento elitario, poco comprensibile agli altri e all'apparenza poco desideroso di aprirsi al profano.

Ad ognimodo, la difficoltà nel raggiungere il luogo o la sbagliata - a mio avviso -rappresentazione/descrizione dell'evento dei promotori stessi che mettono in scaletta prima i vini e le abbuffate, e solo per ultima la remota possibilità di fare affari, non deve scoraggiare l'appassionato, per il quale sarà senz'altro un piacere partecipare alla mostra. E chi non è un appassionato? Ancora una volta il mondo del tappeto si arrocca, questa volta nella rocca!

giovedì 3 settembre 2009

Non fanno più i libri di una volta

Dopo la scoperta del Pazyryk, l'interessamento del pubblico e degli studiosi per tappeti, diede i natali ad un periodo di notevole sviluppo alla "tappetologia". La pubblicazione di opere -che fino a qualche decennio prima, vantava poche opere fondamentali (oggi divenute dei classici)- divenne via via sempre più ricca e varia, offrendo al grande pubblico una eterogeneità di testi mai vista prima: dalla guida compatta all'opera specialistica.
Il vero e proprio boom editoriale avvenne nel ventennio dell'epoca d'oro del tappeto, e cioè tra gli anni '70 e gli anni '90 quando l'annodato (specialmente quello persiano) era ormai uno status symbol nonchè un elemento imprescindibile di arredo per la casa.
Sfortunatamente la troppo sollecita adesione alla richiesta bibliografica del pubblico, portò ad un inevitabile speculazione ed inflazione della stessa. Ormai non si pubblicavano più libri per diffondere la conoscenza, ma semplicemente perchè era diventato un business.
Questa parabola discendente ormai compiuta dell'editoria "tappetologica"(prima per qualità dei testi e successivamente per naturale e conseguente disinteressamento del pubblico) ha visto produrre negli ultimi decenni, molti libri veramente imperdonabili. In un contesto nel quale purtroppo le informazioni fresche, le scoperte e i nuovi reperti scarseggiano e dove la stesso artigianato del tappeto (con i suoi modelli viventi in Asia e in Persia) va via via estinguendosi , privandoci di esemplificazioni e di testimonianze importanti, i nuovi testi di tappeti rappresentano ormai da qualche decennio (salvo rari casi), una semplice operazione commerciale, finalizzata alla pubblicità propria di chi scrive o alla pubblicità di terzi.
La maggior parte degli autori di libri, ormai non viaggia, non confronta, non vive (se non dentro il proprio negozio) l'argomento, va da sè che questi libri sono sempre di più la scopiazzatura ed il sunto bibliografico di libri precedenti, con conseguente diluizione e deformazione (per interpretazione) delle informazioni. Inoltre per rispondere alla superficialità dei tempi e alla domanda molto banale del pubblico odierno, si da molta attenzione all'aspetto grafico ed estetico dei volumi, che tendono ad essere di grande impatto, ma vuoti di contenuti. Il confronto tra un libro degli anni '60 ed uno del XXI secolo è desolante, vincono i vari Michele Campana o Maria Ludovica Varvelli per 5 a 0!

giovedì 27 agosto 2009

Pochi professionisti si mettono in gioco

Internet è sicuramente una risorsa ancora poco utilizzata nel campo dei tappeti. Eppure rappresenterebbe un mezzo di comunicazione ed interazione ad altissimo impatto e a bassissimo costo per i professionisti del settore.
Ha ormai superato le potenzialità e l'accessibilità della televisione (oggi persino oscurata dal digitale che avanza), ma molti professionisti al di là del loro sito, inteso come semplice atto di presenza non riescono o non vogliono produrre altro. Tappetorientale è stato sicuramente un blog pionieristico oggi ripagato dalle quotidiane email di stima, dalle visite in negozio di appassionati e colleghi (curiosi di conoscermi o di scambiare anche solo quattro chiacchere), dai commenti (questi purtroppo abbastanza rari), e dal numero di visite che il contatore conteggia ogni giorno. Ad un certo punto tappetorientale ha finito con il produrre anche degli emuli o dei progetti comunque similari, che non potevo che salutare con gioia, nel nome del pluralismo e della diffusione della conoscenza per lo sviluppo e la reclamizzazione di un'arte che stava morendo. Ma molti di questi blog e siti si sono ahimè rivelati progetti senz'anima, probabilmente interessati solo a dirottare il lettore su proposte commerciali e morti o abbandonati dai loro stessi creatori pochi mesi dopo la loro realizzazione. E che dire poi del forum di Infotappeti? Un forum letto e conosciuto dai più del settore, dove potrebbero intervenire grandi nomi, nomi che invece evitano accuratamente di esporsi.
Non esistono oltre al sottoscritto e pochi altri seri colleghi, altri professionisti che si espongono in rete. La verità è che il mondo dei tappeti (nonostante i più moderni mezzi di comunicazione lo permettano) è e preferirà ancora per molto restare misconosciuto, ed inavvicinabile. Nei siti di e-commerce, ma persino in televisione si evita spesso accuratamente di dare e dire prezzi, su internet non si trovano gli id skype, le pagine pubbliche su facebook (se non di pochi), chat, blog commentabili o qualsiasi altra risorsa moderna di comunicazione ed interazione con il pubblico e l'acquirenza in grado di stabilire un collegamento immediato tra l'esperto e il neofita. Secondo il parere di un mio amico (un amatore di tappeti) quelli come me sono delle mosche bianche, gli altri -dice lui- non si esporranno mai al pubblico, preferiranno sempre essere arroccati ed inavvicinabili. Mi rendo conto che ha sostanzialmente ragione, eppure viviamo un periodo di grande cambiamento, dove l'acquirente cerca notizie in rete, si addentra nei cataloghi delle aste online e fa esperienze cercando i tappeti su ebay.
E' una chance che non si dovrebbe sprecare, oggi il tappeto grazie a internet ha la possibilità di bypassare la televisione e le mode, catapultarsi con il suo esercito di esperti nei monitor delle case e degli uffici e farsi così riscoprire come valida alternativa alle stuoie di cocco, ai tappeti firmati missoni, alle moquette o più semoplicemente ai nudi , crudi e desolanti parquet.
E' un'occasione che negli States i colleghi non si sono fatti scappare, quì in Italia invece...

mercoledì 26 agosto 2009

Younger buyers e baby buyers!

Dalle ultime rilevazioni e statistiche del mercato internazionale dei tappeti si registrerebbe un anomala inversione di tendenza nell'età dei "buyers" o compratori. In particolare secondo i dati snocciolati in questo interessante articolo: http://www.maineantiquedigest.com/stories/?id=1434 i compratori di tappeti sotto i trent'anni costituirebbero ormai un vero e proprio boom statistico, con il quale il settore si è ritrovato piacevolmente a dover fare i conti. Questo nuovo fenomeno, coincide sicuramente con l'espansione del mercato e dell'argomento tappeti su internet che certamente ha aperto un mondo a questa fascia di età, che diversamente era prima costretta -se voleva approfondire- a comprare un libro o a sciropparsi una televendita.
Forse l'approccio di questi under 30 sarà sicuramente di tipo più materialista: più attenti cioè all'investimento dell'annodato o all'arredo dell'abitazione, ma non importa alla fine, cosa abbia animato l'acquisto di questi ragazzi; quello che conta è che abbiano cominciato ad interessarsene, del resto in genere chi si avvicina a questo mondo anche solo una volta, alla fine ne resta catturato! Una nuova generazione di esperti, appassionati e collezionisti sta crescendo tra i byte e i megabyte di internet? E' sperabile, incrociamo le dita!

martedì 25 agosto 2009

Un tappeto ci indica l'ubicazione della perduta Arca di Noè?

Secondo i rilievi di questi studiosi: http://www.noahsark.it/ che definirei alla stregua dei "creazionisti", questo particolare tappeto-arazzo esposto nel Museo di Etchmiadzin rivelerebbe un segreto sconvolgente: l'ubicazione dell'ormai sepolta tra i ghiacci Arca di Noè.

Riporto le loro testuali parole:

Nella parte alta di questo arazzo si nota il Grande Ararat e a sinistra di questo si intravede il Piccolo Ararat, esattamente come erano visti dalle persone dalla parte di Erivan (Armenia). In sovrapposizione al Sole (simbolo di luce divina) e stata riprodotta una trivella a mano la cui punta indica esattamente la pisizione dell'Arca. E' come se l'artista avesse voluto dirci.... "scavate in questo punto, e troverete la prova della esistenza di Dio".

Ed ecco quì di seguito alcune pagine relative, nonchè un immagine animata atta a rappresentare il messaggio in codice sopradescritto.


Non è mia intenzione entrare nel merito di un'argomentazione così complessa che finisce con il toccare aspetti umani e religiosi, ma certo va detto che l'immagine del tappeto arazzo sembra una parte (volutamente?) ridotta di un intero più grande e la scritta di destra sembra tagliata o troppo vicina al bordo, per poter serenamente confermare l'interpretazione di questi arditi archeologi. Resta il dubbio, il fascino e (perchè no?) il sogno di un luogo sacro (l'Ararat) con il suo mistero che non finirà mai di stupirci e di catturare la nostra attenzione.

lunedì 24 agosto 2009

Dietro le quinte


Se qualcuno può aver pensato che questo mese mi fossi goduto una piacevole vacanza, (magari a Cuba o in Turchia) è certamente caduto in errore. Salvo una breve parentesi di meritato riposo a Nizza tra il giorno 8 ed il 15 di agosto, il resto del tempo è stato impiegato per l'elaborazione di nuove idee e progetti e per l'attuazione pratica degli stessi. Il lavoro svolto è stato enorme e le altissime temperature di questi giorni non hanno aiutato, tant'è che la riapertura della ditta (contrariamente al previsto) è stata posticipata di qualche giorno. Dietro le quinte di un apparente silenzio c'è stato il lavoro febbrile per l'ampliamento del sito istituzionale tappetirari.com e della sua galleria. Ma ci sono stati anche i lavori e la corrispondenza con Federico Ulfo per organizzare il lancio del nuovo tappetimagazine in seno al portale di artigianatopersiano.com e tante altre idee e novità che svelerò nelle prossime settimane.
In ognicaso, anche se ci sono ancora molte cose da fare, da domani tappetorientale torna in pista.
Bentornati dalle vacanze.