Se si considera gli anni di lotte che videro di fronte Mongoli e Mamelucchi diventa curioso sottolineare come proprio nel campo del tappeto essi invece si trovasssero su un piano di collaborazione. Anche i Mamelucchi infatti, in modo ben più determinante dei Mongoli, diedero un contributo fondamentale al tappeto annodato classico.
La dinastia mamelucca, inizia nel 1250 con un colpo di stato contro la dinastia Ayyubbide allora padrona dell'egitto. In tale periodo, si sviluppano rapidamente questi loro tappeti, molti dei quali sono destinati alle corti principesche. Sono tessuti in seta e lana di altissimo pregio, i nodi arrivano a superare il milione al metro quadro, e sono contraddistinti da una raffinata sensibilità artistica e cromatica. Ma i tappeti Mamelucchi erano destinati a protrarsi nel tempo, persino a sopravvivere alla loro dinastia, nonostante la decadenza di questi, avvenuta nei primi del Cinquecento, il sultano Murad III nel 1585 ordina il trasloco delle maestranze artigiane delle manifatture egiziane fondate dai decaduti Mamelucchi dalla città del Cairo fino alla capitale ottomana di Costantinopoli, per impedire l'interruzione di questa principesca produzione.
Il tappeto mamelucco egiziano proveniente dalla Galleria del Costume di Palazzo Pitti (metà del XVI secolo): è l'esemplare più grande conosciuto al mondo per questa tipologia, con i suoi 11 X 4 metri circa. Si tratta di un reperto bellissimo e straordinario per importanza, dai colori sfavillanti, un regalo per Lorenzo il magnifico ricevuto nella metà del 1400 da parte del Sultano Mamelucco d’Egitto e che sembra riconoscibile nel tappeto cairino citato nel guardaroba mediceo nel 1557.
Antico frammento di tappeto mamelucco



