Ed è difficile accettare un simile appiattimento della specificità turca per chi come me, si ricorda la Turchia dei decenni passati. Solo nel 1988, c'erano ancora i taxi sopravvissuti degli anni 60' o quantomeno una miriade di Fiat 131, c'erano i "porteur" curdi carichi di tappeti, gli ambulanti con gli orsi immuseruolati, quelli che vendevano l'acqua nelle grandi caraffe, c'erano tanti tappeti, e c'erano la confusione, i colori, il folklore che facevano respirare a chiunque un clima da mille e una notte. Oggi tutto questo non esiste più, le strade sono moderne e pulite, i negozi anonimi di grandi marchi hanno preso il posto di tanti che erano caratteristici, i grattacieli si sprecano, e la svalutazione della lira turca è soltanto più un ricordo, e i tappeti....
i tappeti non si producono più!
Si avete capito bene, il mondo dei tappeti turchi (insieme a tante altre realtà) si è concluso per sempre. Era una strada iniziata già negli anni 60' con la fine dei tappeti di Kirsehir e proseguita negli anni 80' con la dismissione della manifattura di Isparta, oggi insieme a tanti Anadol anche Kayseri ha chiuso i battenti (gli ultimi centri di manifattura di Kayseri hanno finito di produrre l'anno scorso). Del resto gli stessi grossisti di tappeti e persino i negozianti affacciati sulle vie più turistiche ormai stanno o hanno già riconvertito i loro business su cose più "smerciabili".
In Turchia non si producono più tappeti, fatta eccezione di Herekè (su ordinazione) e di Sivas (dove annodano i detenuti) o di qualche altra piccola realtà kurda nell'est del paese, mentre per i ricercatori è sempre più difficile trovare cose valide. E' un mondo che sta per finire, solo non ce ne siamo ancora accorti. Chi può compri ora, perchè è ancora in tempo, ora che che sul mercato c'è ancora qualcosa, ora che la crisi non permette a chi vorrebbe e potrebbe un aumento ragionevole dei prezzi, perchè se copntinua così, tra nemmeno 6 o 7 anni non si troverà neppure più un Kayseri fatto alla fine degli anni 70'.


