Il simbolo zoomorfo stilizzato o naturalistico più riprodotto nei tappeti orientali è certamente quello ornitologico, nelle sue innumerevoli varianti.
Questo avviene per retaggio risalente ai culti pagani naturalistici e sciamanici, per cui uccelli come il gallo, il passero o il pavone assumevano poteri magici, apotropaici (cioè capaci di allontanare gli influssi maligni) o propiziatori.
In tutte le religioni antiche, l'uccello è sempre stato considerato l'animale più vicino a Dio, lo si trova nei paganesimi, negli sciamanesimi, e nei monoteismi, (nel Mazdeismo l'uccello era l'emblema di Ahura Mazda, il dio principio del bene), persino nei più stretti (si pensi alla colomba cristiana, e, quanto all'ebraismo, numerosi sono i passi nel vecchio testamento in cui la colomba -intesa come simbolo della volontà divina- viene citata). Nell'Islam sono poi frequenti le raffigurazioni del giardino di Allah con gli uccelli a completamento di un lussurreggiante Eden.
La sacralità degli uccelli scaturiva dal fatto che questi animali, potendo volare, erano considerati i veri e propri intermediari tra cielo e terra, tra umano e divino. Inoltre svolgevano preziosa azione per le società agricole, poiché eliminavano gli animali (topi, formiche, scorpioni) che insidiavano i raccolti.
Tra gli uccelli più rappresentati troviamo l'aquila, simbolo di forza e di regalità, la possiamo riscontrare bicipite, a vortice, stilizzata, ibridata, spesso rappresentata nei tappeti caucasici.
Il pavone simbolo di nobiltà grazie al suo superbo piumaggio, e ritenuto quanto mai adatto sia per celebrare il culto del sole, sia per proteggere dal maleficio grazie al particolare disegno delle penne che sono simili a occhi. L'Islam riprende questi concetti e li ribadisce, con l'assertazione che il grande profeta Maometto prima della creazione era un'entità di luce splendente con le sembianze del pavone.
Il simbolo del gallo, era poi importantissimo secondo la religione Mazdeista, dove secondo tale credo aveva la forza e il potere di scacciare le tenebre e rappresentava pertanto il risveglio delle passioni e della vita. All'animale venivano inoltre attribuiti influssi talismanici, in quanto assiduo cacciatore d'insetti dannosi per l'agricoltura.
Da non dimenticare gli uccelli mitici, come il Simorgh, ampiamente celebrato anche nella letteratura persiana. In grado, come la fenice, di risorgere dalle proprie ceneri (simbolo d'immortalità).
In considerazione dei loro poteri eccezionali, nei tappeti orientali gli uccelli vengono rappresentati uno di seguito all'altro soprattutto lungo la bordura principale, per costituire una specie di catena protettiva che delimita uno spazio benefico, entro cui l'individuo è protetto da ogni influsso maligno. In ogni caso, gli uccelli (specie passeri e pavoni) vengono intesi come simbolo di protezione nei tappeti, anche quando sono presenti nel campo e solo in numero di due, purchè raffrontati l'uno all'altro.
In ricordo di Rubino (il mio canarino e amico), morto inaspettatamente ieri pomeriggio 12 giugno a causa di un malessere fulminante.
Arrivederci Rubino.