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martedì 29 aprile 2008

Il tappeto Afghano

I tappeti cosidetti "afghani" intesi come zona geografica "non sono prima di tutto affatto annodati da afghani, ma da artigiani turcomanni abitanti in Afghanistan, fa notare E. Gans Ruedin nel suo piccolissimo ma non per questo meno prezioso, libretto sui tappeti "Tapis d'Orient" edizione Payot. Essi comprendono tre tipi principali di produzione nettamente diversi tra loro:

I tappeti Afghani (molto diffusi e conosciuti in occidente)
I tappeti Baluci (prodotti da quei nomadi stanziati al confine tra Iran e Afghanistan nella regione del Khorassan)
I tappeti Herat (che prendono il nome dalla città di Herat).


I primi due gruppi fanno parte stilisticamente dell'area turcomanna, il terzo di quella classica persiana. La produzione afghana (Herat a parte) non è mai stata considerata (salvo rari casi) come raffinatissima dagli intenditori di tappeti, eppure essa detiene un primato di vendite sia in Inghilterra che in altrettanti mercati Europei. Le ragioni con cui gli studiosi giustificano questo apparente disaccordo, sono le più varie, resta comunque il fatto che la simpatia, anche se non la qualità, della produzione afghana, è tra le più alte riscosse dai tappeti annodati. Questo successo non può ridursi al prezzo basso dei manufatti, va anzi riconosciuto che il tappeto afghano ha una semplicità che corrisponde spesso a purezza di stile, un cromatismo caldo che riesce gradevole al gusto occidentale; una comprensibilità di decorazione che colpisce il compratore inesperto. Si tratta infatti di tappeti facilmente riconoscibili, ma che hanno un certo "carattere". Sono tappeti sostanzialmente scuri, il colore di fondo è rosso scuro o rosso bruno, o rosso marrone, e su questi rossi i disegni risaltano in toni di blu, marroni, viola e neri, con motivi di rosso più vivo. Il disegno non si distacca quasi dalla preferenza per il poligono, o medaglione o ottagono inquartato o esagono, molto simile al "gul" dei "Bukhara" turcomanni; esso viene composto sul fondo del campo in due o tre (raramente una sola) file parallele, bordo contro bordo nel senso della lunghezza, separate tra loro da piccoli motivi geometrici o semplicemente dal fondo campo nel senso della larghezza. La grandezza del poligono varia in proporzione alle dimensioni del tappeto, ma resta comunque molto maggiore di quella dei "gul" dei "Bukhara". Al centro del poligono vi è spesso un "gul" più piccolo o una croce uncinata o un rombo che divide l'interno in quattro quarti, nei quali risaltano coppie e gruppi di fiorellini trilobati o alberi stilizzati o motivi geometrici e schematizzazione di animali. I bordi non superano le cinque cornici, anzi spesso si accontentano di una più larga accostata a due minori, e presentano in quella più ampia dei riquadri con stelle o fiori geometrizzati.

4 commenti:

antonio ha detto...

Attualmente, qualcuno mostra dei tappeti, definiti di categoria "decorativa", e di cui sto ancora aspettando che mi si spieghi il significato del termine. Questi annodati chiamati "Herat", perchè, a loro dire fatti in Afganistan, mi risultano realizzati in Pakistan. E' vero? Grazie.

Alberto D. ha detto...

Il tappeto "decorativo" è un fenomeno commerciale che già nella sua terminologia si presenta per come dev'essere inteso, ossia: un tessuto annodato da decorazione, da arredamento.
L'attuale risposta insomma, alla classica domanda di un certo tipo di mercato più preoccupato ad accostare un tappeto al divano Missoni o alla tendina arancione del salotto, piuttosto che a comperare un pezzo da collezione o da investimento. I disegni e gli impianti di questi tappeti variano da quelli a ispirazione persiana fino ad arrivare ai melograni simili ai Kothan. Prodotti in India e Pakistan, questi tappeti di "tendenza", spesso e volentieri promossi dagli architetti d'interni e dai modern designer, rispondono ai nomi più astrusi: Ciobi, Ziglar, e persino Herati.
Una nota produzione Pakistana che tra i tanti tappeti "decorativi" produceva degli "Herati" era la Rustam & Haji Hajiran corporation.
Non mi risulta che tappeti decorativi vengano prodotti in Afghanistan.

beatrice ha detto...

buona sera una informazione ho visto un bellissimo(per me profana) tappeto di seta afghano raffigurante l'ultima cena. che ne pensate lo posso prendere?

Alberto D. ha detto...

Lo compri pure se Le piace.
Ma ben sapendo che i tappeti afgani tradizionali non sono in seta, nè tantomeno riproducono immagini di Cristo. Molto probabilmente si trattà di un tappeto fatto ai confini con il Pakistan, e la seta potrebbe essere molto probabilmente artificiale. Si mantenga su un prezzo medio, così da non cadere dall'alto.

Cordialità