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martedì 6 gennaio 2009

C'era un re magio che portava o ha portato a Gesù un tappeto?


L'Epifania del Signore, è una festa cristiana che cade il 6 gennaio, cioè dodici giorni dopo il Natale, costituisce una delle massime solennità che la Chiesa celebra ed è rappresentata dalla visita dei Magi che in adorazione del bambin Gesù portano in suo onore oro, incenso e mirra.
Sebbene la tradizione identifichi il numero dei Re magi con un numero di tre, non sappiamo con precisione quanti furono in realtà a fare visita a Gesù; dodici secondo una Cronaca orientale del 774-775, in numero maggiore (fino a 22) o talvolta minore (tre) nelle antiche raffigurazioni di alcune catacombe. La nostra tradizione cristiana ne riconobbe tre a cui corrispondevano i nomi latini di Caspar, Balthasar, Melchior. Ma è solo nel Vangelo di Matteo (2,2) che i Magi (non precisati nel numero) vengono menzionati, e descritti come guidati in Giudea da una stella (αστερα, da ἀστήρ, stella od astro), portando in dono a Gesù bambino, riconosciuto come "re dei Giudei" (Mt 2,2: βασιλευς των ιουδαιων), oro (omaggio alla sua regalità), incenso (omaggio alla sua divinità) e mirra (anticipazione della sua futura sofferenza redentrice). Tutte le altre notizie che abbiamo sui Magi ci vengono invece dai Vangeli Apocrifi e da ricostruzioni e ragionamenti postumi. Tra i vari Vangeli Apocrifi va ricordato quello dell'infanzia armeno, che menziona ben più numerosi regali dei tre comunemente riconosciuti: mirra, aloe, mussolina, porpora, pezze di lino, libri scritti e sigillati da Dio, incenso, nardo, cannella, cinnamomo, oro, argento pietre preziose e persino tappeti!!! Altre testimonianze Apocrife e leggende parlano di numerosi Re Magi che perdendo l'orientamento non raggiunsero mai il bambin Gesù, non potendo così offrirgli i loro numerosi regali.
E' possibile pensare quindi che i Re Magi potessero anche essere più di tre e che tra di essi qualcuno portò un tappeto o vari tappeti come omaggio. Da qui la descrizione spesso rinascimentale nei dipinti di una Madonna con bambino in trono con sotto i piedi un bel tappeto annodato. Quel che è certo è che da tale evento sorsero anche alcune interessanti interpretazioni e testimonianze specialmente per quanto concerne il fuoco perpetuo di Zoroastro.
Circa l'origine di tale culto nel "Milione" di Marco Polo troviamo il racconto della leggenda che egli raccolse in Persia, a Cala Ataperistan. Ai Magi il bambino avrebbe donato un cofanetto chiuso, ed essi, tornati nella loro terra "apersono lo bossolo, e quivi trovarono una pietra...e gittarono questa pietra in un pozzo. Gittata la pietra nel pozzo, un fuoco discese dal cielo ardendo e gittossi in quel pozzo. Quando i re viddono questa meraviglia, penteronsi di ciò ch'avevano fatto. E presono di quello foco, e portaronno in loro contrada, e puoserlo in una loro chiesa; e tuttavolta lo fanno ardere, e adorano quello fuoco come Iddio".

Buona Epifania a tutti.

3 commenti:

freddy ha detto...

Il tappeto ha sempre rappresentato dai tempi piu' remoti un simbolo di regalita' e di rispetto. Lo vediamo ai piedi di Tamerlano, insieme al re Cosroe II. Nei quadri rappresentanti personaggi importanti notiamo sempre tappeti: non si puo' assolutamente disconoscere il fatto che il tappeto rappresenta il riconoscimento fra i piu importanti dello stato di una persona. Ora se leggiamo il Vangelo i seguaci del Cristo , non avendo tappeti, all'entrata in Gerusalemme stesero i loro mantelli! L'amico Paolo, su Tappeti Magazine, ci ha parlato dei tappeti cristiani d'oriente, in particolare modo delle manifatture armene, forse i primi cristiani. Al giorno d'oggi nelle importanti manifestazioni liturgiche, vedi al Vaticano, ci sono sempre tappeti. Nei matrimoni, ai piedi delle bare nelle Chiese ci sono tappeti, come segno di rispetto. Nella storia alcune volte la leggenda va insieme: chi ci dice che il Vello d'Oro segno di potenza e regalita' non fosse un tappeto? Forse esagero, ma non sapendo della nascita del tappeto : so che i Greci, anche se molto semplici, li conoscevano. Un caro saluto a tutti da Freddy

Barry ha detto...

In the Gospels of Matthew, Mark, and Luke it says in very similar language "the veil of the temple was torn in two". It does not use the normal word but instead uses the Greek word "katapetasma" for veil. The word katapetasma is only used 6 times in the entire Bible Old and New testaments. Once in each of Matthew, Mark, and Luke. Then three times in the book of Hebrews. In Hebrews the word is defined as: "which He inaugurated for us through the veil, that is, His flesh". So here we have the body of Christ defined as katapetasma. I am struck by the similarity between kaTAPETasma and the Italien word Tappeti.
Thank you for a beautiful post.
Best wishes,
Barry O'Connell

antonio ha detto...

Il tappeto è nella simbologia islamica un’area di purezza, infatti, isola dalla terra, fredda e sporca, il fedele. Non solo, attraverso la simbologia in esso rappresentata (ruolo simbolico del campo), lo avvicina a Dio donandogli protezione e tenendo lontano quanto di negativo gli stà intorno (ruolo simbolico della bordura). Tipico, ad esempio, il significato della bordura “pseudo cufica” che, proprio perché scrittura, rappresenta Dio in quanto “Egli” si manifesta per iscritto: “Il Corano”. Per noi occidentali, nella nostra iconografia, il tappeto serve per “evidenziare” il ruolo importante per santità, potenza, ricchezza, di particolari personaggi: Gesù, la Madonna, un re, un alto prelato, un glorioso generale ed altri. Non a caso, molti tappeti sono stati rappresentati, come già detto dall’amico Freddy, in quadri realizzati per celebrare e tramandare ai posteri questi personaggi. Per noi, infatti, è importante l’aspetto “umano” di questa simbologia, anche e soprattutto dal lato religioso, perché il Cristo, che è Dio, era anche uomo e non solo “Verbo”. Quanto ai Magi, bè, che cosa ne sappiamo? Leggende, dipinti dove si evidenzia il “pensiero” di un artista, attribuzioni più o meno storiche mai provate: in realtà NULLA!
Ciao a tutti.