Subscribe:

mercoledì 1 luglio 2009

La conservazione estiva dei tappeti

Con l'avvento del periodo estivo, diminuisce sensibilmente la predisposizione del pubblico all'acquisto dei tappeti. La gente infatti è più propensa a pensare ai viaggi e alle vacanze piuttosto che ai lanosi tappeti e all'arredo degli appartamenti che invece ci si appresta a disabitare per una più appetibile meta estiva o esotica. Una pratica consueta e diffusa che rappresenta praticamente una tradizione tutta italiana e che rappresenta per i commercianti di tappeti l'ultimo business prima delle ferie.. è quella della conservazione estiva del tappeto orientale. Potrebbe apparire assurdo parlare della necessità di una «conservazione estiva» di tappeti annodati orientali, perchè se è vero infatti che il tappeto è sicuramente nato in luoghi freddi per necessità di isolarsi dalla fredda e nuda terra, è altresì vero che oramai da secoli, la maggior parte dei tappeti orientali viene prodotta in luoghi che vivono una condizione climatica di perenne calore. Eppure nel linguaggio comune occidentale si indica con conservazione estiva la consueta conservazione del tappeto nei periodi in cui la casa resta disabitata e chiusa per ragioni di vacanza. La stagione ha poco a che vedere con i tappeti dunque, quello che invece conta è la polvere, le tarme, il buio prolungato, la mancanza d'aria, ecc ecc. A questo punto è bene ricordare alcune regole d'oro per la corretta conservazione estiva dei tappeti orientali.
Innanzitutto il tappeto prima di essere ritirato dev'essere spazzolato e scosso, liberato dalla scorie e dalla polvere, meglio ancora se lavato presso un centro specializzato. Poi avvolto in carta di giornale o panni insieme a prodotti (meglio se naturali) atti a a tenere lontani insetti dannosi come le tarme. I prodotti possono essere tra i più svariati: dal pepe in grani alla canfora. Questo passaggio è in verità evitabile facendo sottoporre il tappeto stesso ai trattamenti antitarmici che di fatto rendono la lana incommestibile. Il luogo in cui il tappeto dev'essere riposto, non dev'essere nè troppo secco nè troppo umido (mai metterlo in cantina) in quanto un atmosfera troppo secca potrebbe seccare la struttura intima del tappeto, mentre una troppo umida potrebbe al contrario "marcirla".
Esistono poi ditte specializzate nel ritiro e nella conservazione dei tappeti, esse dispongono di celle ad atmosfera protetta e temperatura controllata che impedisce la vita alle tarme e la sopravvivenza delle loro uova.

6 commenti:

paolo ha detto...

Ciao Alberto.
Hai parlato di buio prolungato: lo consideri un fattore sfavorevole alla conservazione del tappeto?

Alberto De Reviziis. ha detto...

Il buio prolungato non deve essere necessariamente inteso come una condizione in se stessa sfavorvole alla conservazione del tappeto. Il fatto è che il buio è però un elemento che concorre insieme adaltri fattori a fenomeni come muffe e/o nidificazione indisturbata di insetti e dischiusione delle uova.

antonio ha detto...

Volevo solo ricordare che oggi, nel campo degli antitarmici, esistono prodotti a lenta cessione capaci di donare protezione per molti mesi. Inoltre, ricordo che in caso di chiusura di un appartamento per alcune settimane, un prodotto tipo "Baygon" assicura una duratura azione di annientamento anche contro altri fastidiosi insetti quali le blatte, formiche, scarafaggi, rodilegno. Conviene quindi, alla chiusura, spruzzare uno di questi prodotti in ogni locale, avendo cura di arieggiare lungamente gli ambienti al ritorno. Purtroppo, non ha efficacia contro insetti di 70/80kg che amano.... sottrarre tappeti ed altro.
Una buona vacanza a tutti.

paolo ha detto...

Grazie Alberto e Antonio.
Ancora una cosa: il trattamento antitarme a cui hai accennato nel post originale è qualcosa che può fare il proprietario o deve essere fatto da uno specialista?
Grazie ancora.

antonio ha detto...

Quando una Ditta specializzata nel lavaggio sottopone un tappeto al trattamento può, se richiesto, effettuare in concomitanza con la pulitura anche operazioni accessorie. Ad esempio, aggiungere ai detergenti sostanze tarmicide o ammorbidenti che ridonano oli essenziali alle lane le cui fibre, a causa principalmente di sporco e caldo, sono diventate secche. Questo comporta, naturalmente, un costo aggiuntivo; tuttavia ne vale la pena vista l'esiguità della spesa e l'indiscusso vantaggio acquisito.
Un saluto.

Alberto De Reviziis. ha detto...

Perfetto, l'amico antonio ti ha come sempre risposto in maniera completa. Naturalmente anche io raccomando il lavaggio presso specializzati con trattamento antitarmico.