lunedì 11 febbraio 2008

Il telaio orizzontale

Di tutt'altro sapore è il telaio orizzontale, forse uno degli strumenti più antichi ancora in uso e per questo estremamente affascinanti. Si tratta di un'attrezzatura piuttosto semplice e rudimentale, tutt'ora utilizzata dai gruppi nomadi in quanto poco ingombrante e adatta al trasporto. il suo limite è quello di non permettere la realizzazione di esemplari di grandi dimensioni. Se nella società perfezionistica e tecnologica nella quale viviamo, gli esemplari tribali possono risultare a un primo acchito poco apprezzabili per le loro imperfezioni e la loro semplicità, è invece conoscendo il loro metodo di lavorazione, la loro filosofia, la testimonianza storica che queste popolazioni con i loro manufatti rappresentano, che immediatamente ci obbliga a rivalutare e riconsiderare sotto il profilo estetico, culturale ed etnologico il tappeto tribale annodato con il telaio orizzontale.
Disconoscere il valore dei tappeti tessuti con il telaio orizzontale è sbagliato esattamente quanto volerli preferire (come se si potessero mettere sullo stesso piano) agli annodati su telaio verticale, perchè sarebbe un po come paragonare e preferire una nuova 500 Fiat ad una Balilla.
Bisogna inoltre riconoscere l'estremo sacrificio di questi tessitori, che per annodare orizzontalmente il tappeto sono costretti a lavorare inginocchiati o sui talloni, cosa che alla lunga può portare anche all'insorgere di patologie agli arti inferiori.
Bisogna provare rispetto per questo tipo di manufatto e per il suo metodo di lavorazione, perchè senza il tappeto tribale, oggi non ci sarebbe neanche la finissima manifattura di Tabriz o di Herekè, in quanto tutto è partito dal metodo più semplice e spartano, e mai il contrario.
Come funziona:
Dopo aver appoggiato il telaio al suolo, si fissano con due picchetti i subbi a terra e poi su di essi si tira l'ordito. Il liccio che separa i due velli dell'orditura e consente il passaggio della trama è sostenuto da un treppiede verticale.


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