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venerdì 28 marzo 2008

Il tappeto tibetano contemporaneo

Concludo la breve parentesi dedicata all'arte del tappeto tibetana con un accenno alla produzione contemporanea:
La maggior parte della produzione contemporanea tibetana viene prodotta in India, Nepal o Pakistan e si è spostata da prodotti della tradizione a prodotti per il mercato. Lo sradicamento da una parte e l'estinzione dall'altra dei popoli tibetani si è prestato alla domanda innovativa del mercato che tenta di immettere anche nel mondo del tappeto il concetto di "brand" o "marchio", laddove i tappeti si sono sempre identificati per la loro provenienza geografica o per l'origine dell'annodatore. Ottimi materiali, grande ricerca nei disegni, molta enfasi sull'esclusiva, canali distributivi selezionati, questi sono i punti cardine di questa nuova generazione di tappeti decorativi.
Da ricordare la linea Tufenkian, ecco l'indirizzo web del sito: http://www.tufenkiancarpets.com/.
Infine, riporto integralmente un articolo di http://www.fashion.it/ dove viene spiegata perfettamente la situazione del tappeto tibetano contemporaneo.

A CACCIA DI TAPPETI E THANKA NELLA CITTÀ DEL DALAI LAMA

Dharamsala non rappresenta solo il Dalai Lama e il suo governo in esilio, ma è anche il luogo dove viene conservata l´antica tradizione e l´iconoclasia tibetana. Da queste montagne dense di conifere e rododendri, gli esuli tibetani cercano di tenere vivo l´artigianato artistico che in Tibet - sempre più colonizzato dai cinesi - non esiste quasi più. Non è un compito facile. La prima generazioni di rifugiati, giunta qui nel 1959, sta lentamente scomparendo e i giovani sono poco propensi a tramandare la professione dei loro padri. "Abbiamo un solo maestro per disegnare i tappeti - ci dicono al Tibetan Handicraft Cooperation Society, nella via centrale del villaggio di McLeod Ganj, a pochi passi dal monastero del Dalai Lama - ma ormai ha 80 anni. Dipendiamo solo da lui. Le scuole artigianali ci sono, ma è difficile trovare degli studenti abili". Nel laboratorio annesso al negozio, alcune donne sono al lavoro a dei telai verticali. La caratteristica principale dei tappeti tibetani è la particolare annodatura. I nodi "tibetani", di derivazione persiana, hanno una densità molto elevata e fanno sì che il tappeto sia molto consistente e robusto. Anche i motivi sono originali: si trovano dei medaglioni, ma anche fior di loto, dragoni e leoni della neve (che sono simbolo del Tibet). Purtroppo oggi non si usano più tinture vegetali. "Costa troppo e nessuno li sa usare" ci dicono. La globalizzazione è arrivata anche qui. La lana proviene, già tinta, dalla Nuova Zelanda.È rimasta ancora invece intatta - come secoli fa - la produzione dei Thanka, i dipinti religiosi su canvas che sono utilizzati per la meditazione. La scuola di pittura di Thanka, sia in India che in Nepal, è ancora molto viva grazie al lavoro certosino dei monaci buddisti. I colori usati sono estratti dalle pietre e mischiati con particolari paste. I Thanka più preziosi sono quelli in oro che sono anche quelli più elaborati.Altri prodotti tipici dell´artigianato locale, diventati oggetti "culto" in Occidente, sono i tipici berretti di lana con la scritta "Free Tibet" venduti per 50 rupie (un euro) sulle bancarelle insieme a una varietà di maglioni, sciarpe e calzettoni in maglia di lana grossa coloratissimi. Sono lavorati ai ferri dalle vecchie tibetane, nel loro costume tradizionale con il grembiule a strisce orizzontali, sedute ai bordi della strada. È uno dei pochi "souvenir" sopravissuto all´invasione di chincaglieria proveniente dal Kashmir e da altre parti dell´India .



Un tappeto "tibetano" Donegal II della linea Tufenkian

2 commenti:

antonio ha detto...

Solo un appunto: i tappeti tibetani avranno tante cose, ma che abbiano una "elevata densità" credo si tratti di una pia illusione. A meno che 900/1200 nodi/dmq non si ritengano elevate annodature.

Alberto D. ha detto...

Si tratta infatti di un grossolano errore o di una pia illusione, ma poichè l'articolo -come ho già spiegato- è stato estrapolato da un'altra fonte.. certamente non me la sono sentita di modificarlo.
Del resto nei precedenti post ho già ben chiarito che il nodo è grossolano e la densità non è alta.